a cura di Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti
IL PENSIERO DEBOLE

Nella cultura italiana degli ultimi anni ha dominato il dibattito sulla
"crisi della ragione": attraverso di esso si è preso atto che non c'è un filo unificante della storia, un sapere globale che riesca a coordinare i saperi particolari in una visione "vera" del mondo. Molto spesso, pero, se ne è preso atto per istituire affrettatamente nuove forme parziali di razionalità o per avallare improbabili "ritorni" a vecchi valori.
Questo libro tenta di spingersi oltre. Più voci, provenienti anche da campi disciplinari diversi, non necessariamente consonanti tra loro, suggeriscono un approccio più radicale. Quello che qui con espressione provvisoria viene chiamato "pensiero debole" è un tentativo di sfondare le resistenze che le immagini "forti" della ragione continuano ad innalzare. Nietzsche e Heidegger vengono chiamati in causa e messi a loro volta in discussione. Soltanto se ci liberiamo davvero dai fantasmi della irrazionalità, potremo infatti cominciare a scorgere un'idea di verità più mobile, più frastagliata, più tollerante: forse meno rassicurante, ma certo più vicina alla nostra realtà, e dunque alla fine più utile.
Il libro è costituito da un insieme di saggi ed è stato curato da Pier Aldo Rovatti e Gianni Vattimo. Vattimo insegna a Torino e dirige la "Rivista di Estetica". I suoi studi su Heidegger e Nietzsche hanno avuto risonanza internazionale. Presso la Feltrinelli ha già pubblicato il volume Al di là del soggetto. Rovatti insegna a Trieste e dirige "aut aut"; per Feltrinelli ha scritto Critica e scientificità in Marx.