L'album di Francesco De Gregori contenente la celebre canzone "Generale" si intitola proprio "De Gregori", pubblicato nel 1978. L'album "De Gregori" fu importante per il cantautore, poiché segnò il suo ritorno alla musica a tempo pieno dopo un periodo di pausa. Con Generale De Gregori esce dalla lunga notte del dopo-Palalido, del 2 aprile 1976, dove era stato vittima di una violenta contestazione, una sorta di processo pubblico, da un gruppo di autonomi della sinistra extraparlamentare traumatizzante per il giovane cantautore, che interruppe il tour e si ritirò dalle scene.Il brano è una sorta di ballata, che viene introdotta dal riff di pianoforte suonato da Alberto Visentin.

Storia e significato 

«Perché questo è Generale, al di là del suo lampante antimilitarismo: una gran canzone di pace. E gran canzone è già nella fusione inscindibile di musica e testo, con quell' incalzare battuto che non lascia un attimo di respiro, con quell'accavallarsi di 'immagini che sfumano una nell'altra, con il riff, il solito riff trascinante in cui è come se scoppiasse, parlasse, si facesse sentire tutta la gioia di chi torna a casa, alla vita vera, dopo mesi di finta guerra»  (Roberto Vecchioni)

«Generale è la fine di una guerra. Ha il ritmo lento di un fiume che sta per arrivare alla foce, di un'acqua che sta per placarsi, ho penato tanto, in studio, sulla velocità da dare al pezzo, e forse, come mi capita spesso, non ho raggiunto del tutto quello che desideravo… cercavo qualcosa che fosse un po' l’estenuazione di una marcia guerresca, il suo dissolvimento in una melodia domestica. La canzone è la storia di un ritorno alla normalità e in quel momento il paese che mi stava intorno, l’Italia, sembrava averne veramente bisogno. E anch’io, tutto sommato…»  

(Francesco De Gregori)