Questo secondo documento è un manifesto politico o foglio volante d'opinione stampato, risalente alla metà dell'Ottocento italiano. È un testo di forte impronta polemica, tipico del dibattito ideologico del periodo risorgimentale.
Ecco un'analisi dettagliata basata sugli elementi leggibili nel testo:
Titolo: "I REAZIONARI VERI, SONO GLI AGITATORI"
Autore (in basso a destra): Pier Carlo Boggio. Fu un celebre giornalista, avvocato e politico italiano (nato a Torino nel 1827 e morto eroicamente nella battaglia navale di Lissa nel 1866). Fu un sostenitore del liberalismo moderato, strettissimo collaboratore di Cavour e deputato del Regno.
Il testo si colloca nel burrascoso periodo del Risorgimento, molto probabilmente tra la fine del 1848 e il 1849-1850, subito dopo la concessione dello Statuto Albertino e le prime crisi politiche del Regno di Sardegna.
Nel testo si legge chiaramente: "Questa parola suonava altamente nell'agosto 1848..." e si fa esplicito riferimento a "E in Genova s'inaugura la guerra civile..." (riferimento ai moti e alle tensioni repubblicane/democratiche di Genova del 1849).
Più in basso viene citato il Re: "Carlo Alberto legò al figliuol suo [Vittorio Emanuele II] questo splendido retaggio di generose virtù...", il che conferma che il re Carlo Alberto è già rimosso dal trono (abdicò nel marzo 1849 e morì poco dopo) e che il testo è scritto sotto il regno del figlio.
Boggio scrive da una prospettiva liberale moderata e monarchica. Il fulcro del suo discorso è una critica feroce contro gli estremisti (i repubblicani radicali, i mazziniani o gli anarchici, qui chiamati "gli agitatori").
La tesi centrale del testo è un paradosso politico volto a far riflettere i cittadini:
I veri nemici della libertà e dello Statuto non sono i vecchi aristocratici conservatori (i "reazionari" tradizionali), ma proprio coloro che continuano a fomentare rivolte, tumulti e disordini (gli agitatori).
Secondo l'autore, provocando il caos, l'anarchia e la guerra civile, gli agitatori offrono su un piatto d'argento il pretesto perfetto ai reazionari e ai sovrani assoluti per eliminare le neonate libertà, revocare la Costituzione (lo Statuto) e restaurare il dispotismo.
Il testo si chiude con un forte appello all'"ORDINE E LEGALITÀ": "Volete sacrificata la nostra franchigia, perpetuo il dominio straniero in Italia? AGITATE." (ovvero: se continuate a fare disordini, farete il gioco dello straniero, cioè degli Austriaci).
Questo tipo di stampe veniva distribuito rapidamente nelle strade, affisso sui muri delle città (come Torino o Genova) o allegato ai giornali dell'epoca (come Il Risorgimento, il celebre quotidiano fondato da Cavour e Cesare Balbo, a cui Boggio collaborava attivamente). Serviva a orientare l'opinione pubblica della borghesia e del popolo verso il centro moderato, stabilizzando le istituzioni monarchiche contro le spinte rivoluzionarie di sinistra e le resistenze della destra assolutista.