C'è chi nasce coraggioso e da grande diventa un vigliacco, e chi da piccolo ha paura di tutto e una volta cresciuto diven-ta intrepido. È questa la differenza tra chi matura presto e chi matura tardi, ci spie-ga Mo Yan nel racconto che dà il titolo al-la raccolta. A ispirare questa riflessione è il suo amico d'infanzia Jiang Er, che in passato era uno dei quattro scemi del vil-laggio e ora è diventato un imprenditore di successo. La parabola dell'amico non è priva di sotterfugi e risvolti comici, ma il tema sta davvero a cuore all'autore, il qua-le ha dichiarato in un'intervista che essere maturi equivale a raggiungere una forma definitiva, a cristallizzarsi, dunque: quan-to di piú pericoloso per uno scrittore, so-prattutto quando ha vinto un premio im-portante come il Nobel. Meglio non dor-mire sugli allori, sembra dirsi Mo Yan.
Se l'impulso creativo è sempre nuovo, il territorio esplorato è quello d'elezione: Gaomi, nella provincia dello Shandong, dove l'autore è nato e cresciuto. Molti racconti hanno per cornice un suo ritor-no a casa, durante il quale incontra paren-ti e vecchie conoscenze, di cui ci raccon-ta la storia o che a sua volta gli confida-no vicende e pettegolezzi. I testi spaziano cosí dai suoi ricordi d'infanzia, ambienta-ti all'epoca dolorosa del Grande balzo in avanti e della Rivoluzione culturale, fino ai tempi attuali, non sempre meno pro-blematici. Muovendosi agilmente in que-sta materia densa, Mo Yan posa su tutto il suo sguardo ironico e sferzante, ma a trat-ti anche nostalgico.