La Fenomenologia dell'esperienza estetica viene considerata l'ultima importante opera di estetica teoretica apparsa in Europa. L'esperienza estetica di cui si parla è quella dello spettatore. Perciò si tratta, necessariamente, di un'estetica del percepire e non di un'estetica del fare artistico. All'interno di questa esperienza si possono distinguere l'oggetto e l'atto percettivo che lo coglie, la cui correlazione evita che si subordini l'uno all'altro e consente a Dufrenne la preferenza di partire dall'oggetto estetico, definito a sua volta a partire dall'opera d'arte (tra i due termi-ni Dufrenne introduce un'importante distinzione di ordine percettivo). La percezione estetica fonda l'og-getto estetico nel prenderne atto: perciò insieme lo costituisce e si costituisce come estetica. L'oggetto estetico pone i problemi di una percezione corretta e, ontologicamente, dello statuto di ogni oggetto per-cepito. Dopo avere introdotto una serie di importanti distinzioni, Dufrenne analizza le strutture oggettive dell'oggetto estetico e dell'opera d'arte e quindi la percezione estetica, le sue condizioni e il suo signi-ficato, passando così dal piano fenomenologico al pia-no trascendentale. Si tratta di una riflessione sui fon-damenti che, oltre tutto, prepara un'estetica svinco-lata dalla valutazione e da una teoria della bellezza, e conduce dentro i modi in cui l'oggetto estetico, come oggetto speciale di conoscenza, irrealizza il reale este-tizzandolo, all'interno di quel mondo oggettivo che non ha altro privilegio se non quello di essere il li-mite verso il quale tende ogni mondo soggettivo, in quanto pensato.