Nell'intenzione dei suoi capi e di quelli che I'hanno fatta veramente, tutto il nostro popolo doveva ritrovare nella lotta contro l'occupazio-ne tedesca e la sbirraglia fascista la sua unità e attingere dalla Resistenza la necessaria fi-ducia in sè stesso, la concordia per la ricostru zione del Paese dopo la guerra e lo slancio verso la libertà, sola fonte di progresso.
La molta confusione che si sta facendo da tren-t'anni attorno ai temi della Resistenza, rende quanto mai calzante questa testimonianza resa da Raffaele Cadorna con la parola e con la vita. Le sue pagine, dedicate alla sua storia di gene-rale dei partigiani, fanno entrare il lettore nella vita clandestina dei capi della Resistenza, vita piena di rischi mortali sui quali è troppo facile - oggi sorvolare.
I rischi che quei Capi e la loro gente affron-tarono e le responsabilità che seppero assu mere non debbono essere dimenticati e non possono nemmeno essere riconosciuti in esclu-siva a quelli che oggi strepitano di più. Uomini di tutti i partiti Giustino Arpesani (PLI), Luigi Longo (PCI), Achille Marazza (DC), Ferruccio Parri (PdA), Sandro Pertini (PSI), Leo Valiani (PdA) dalle loro forze politiche in seguito, cercarono quale che sia il cammino intrapreso la via per un'Italia migliore sotto la guida di due indipendenti Alfredo Pizzoni e Raffaele Cadorna sta del Comitato di Liberazione Nazionale Alta che erano rispettivamente alla te-Italia (CLNAI) e del Corpo Volontari della Li-bertà (CVL).
Governo politico e Comando militare della Re-sistenza hanno interpretato efficacemente la aspirazione di tutti gli uomini e le donne che li seguivano, appartenenti a tutte le classi sociali.
La resistenza è di tutti gli italiani che hanno voluto la libertà come una severa conquista e non soltanto come risultato della vittoria degli alleati.
Certamente, è singolare vedere il portatore di un nome storico, conte e generale di Cavalleria, al comando di un esercito di partigiani; ma Raffaele Cadorna riassume perfettamente nella sua figura intemerata, il significato unitario del-la lotta popolare per la libertà.
Con il suo paracadute, è la storia del Risorgi-mento che scende in val Cavallina dove i par-tigiani lo aspettano attorno ai loro falò, a dare il suo contributo alla nuova storia del nostro Paese che nasce appunto dalla Resistenza..
Marziano Brignoli, direttore del Museo del Ri-sorgimento e delle Civiche Raccolte Storiche del Comune di Milano, più che curare una riedi-zione del volume «La Riscossa» di Raffaele Cadorna, pubblicato nel 1948 da Rizzoli ed oggi introvabile, ha fatto un libro nuovo.
Ha tagliato, tenendo presenti le intenzioni espresse più volte in vita dal Cadorna, le parti che la storiografia degli ultimi trent'anni ha lasciato indietro ed ha aggiunto non poche pa-gine ricavate da carte e da documenti inediti. Ma soprattutto ha scritto un'ampia biografia dal titolo suggestivo: «II Generale Raffaele Cador-na: dalle "cariche" dei Lancieri al Centenario di Porta Pia».
La tradizione familiare, la passione senza in-dulgenze snobistiche per la Cavalleria, la vici-nanza, favorita dalla data di nascita, ai grandi uomini ed ai grandi avvenimenti della storia unitaria del Paese, concorrono a portare Raf-faele Cadorna alla prova culminante della sua esistenza.
Lungo le pagine di Brignoli il lettore vedrà arrivare al Comando del Corpo Volontari della Libertà un uomo di carattere, di coraggio, di elevata professionalità.