Questo è il secondo volume di una trilogia dedicata alla storia degli Stati Uniti d'America e segue a pochi mesi di distanza «Le origini degli Stati Uniti»* di B. Bailyn e G.S. Wood, cui farà seguito «La nascita di una potenza mon-diale: gli Stati Uniti dal 1877 al 1920» di J.L. Thomas. Lo sgretolamento della nazione per la temuta erosione del rispetto dell'ordine provocata dall'affarismo e dallo spirito di competizione che accompagnano la grande espansione economica e territoriale dei decenni tra 1820 e 1860 e il vacillare dell'ideale di una società giusta con l'espansione della schiavitù ai nuovi stati e ai territori dell'Ovest, sono i problemi di fondo affrontati da D.B. Davis nella prima parte del volume. Nell'analisi storica di D.H. Donald, che costituisce la seconda parte del volume, la Guerra civile è riproposta come una contesa in una serie di continui dissidi interni alla nazione americana miranti a conciliare la tendenza centralizzatrice e nazionalizzatrice con le inclinazioni al locali-smo, al campanilismo e alla disgregazione che alla prima si contrapponeva-no. Un medesimo opportunismo politico in materia di emancipazione dei ne-gri, l'unanime fiducia in un governo limitato, nel «laissez-faire» economico e nella superiorità della razza bianca, si rivelano caratteristiche comuni al Nord come al Sud, tanto da bloccare ogni drastico mutamento del sistema socio-economico della riconquistata Confederazione.