Pregevole icona russa "Maria Consolatrice di tutti gli afflitti", tempera all'uovo e foglia d'oro su tavola di legno, 1850-60. Cm.35x30. Piccoli difetti come da foto dettagliate.



Misure: 27.6 cm x 2.6 cm x 33.2 cm


Descrizione: Al centro, la Madre di Dio, a figura intera; è ricoperta dal maphorion purpureo, a braccia spalancate. Le figure che attorniano la Vergine ricordano la sua instancabile azione soccorritrice: in basso e ai lati vi sono ignudi, malati, affamati, minorati, sofferenti d'ogni categoria, e pellegrini, aiutati e confortati da Angeli rosso vestiti. Alcuni sofferenti reggono lunghi cartigli su cui sono descritti i diversi tipi di "afflitti" di cui la Vergine è "gioia" e le suppliche da loro dirette alla Madre di Dio. Accanto alla Vergine due palmizi. Sopra la Madre di Dio, all'estremità superiore, appare Cristo Pantocrator, affiancato dalla scritta che recita: Immagine della Madre di Dio Gioia di tutti gli afflitti.



Notizie storico-critiche: Nel 1600 l'iconografia mariana russa si arricchisce di un nutrito gruppo di soggetti di derivazione cattolica, senza precedenti bizantini: tra questi, l'icona maggiormente diffusasi è stata quella della Madre di Dio Gioia di tutti gli afflitti, per i cattolici Consolatrix afflictorum, in quanto la gioia della vita riguarda tutti gli esseri umani "afflitti", ma comunque felici di aver ricevuto la vita da Dio. L'icona miracolosa della Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" diventò famosa nel 1648 quando la sorella del Patriarca Gioacchino fu miracolosamente guarita mentre pregava davanti all'icona; da quel momento le fu dedicata una festa, il 24 ottobre, e la chiesa della Trasfigurazione a Mosca, dove era collocata, divenne meta di pellegrinaggi. Intorno al 1760 lo zar Pietro il Grande fece portare l'icona miracolosa da Mosca nella nuova capitale, Pietroburgo, dove fu venerata nella cappella privata della famiglia imperiale; volle inoltre che una copia dell'icona lo accompagnasse nella guerra contro i turchi.

Questo esemplare, della Russia sud-occidentale, databile entro la metà del secolo XIX, raffigura, al centro, la Madre di Dio a figura intera. Ella, ricoperta dal maphorion purpureo, lumeggiato dalla crisografia, a braccia spalancate (la mano destra indicante Cristo Signore verso l'alto) sembra voler proteggere le due schiere di persone sofferenti, che la affiancano.