Stazio, Opere, Venezia, presso Paolo Baglioni 1676.
Stazio Publio Papinio
Opera ex recensione et cum notis I. Friderici Gronovii
apud Paulum Ballaeonium, Venetiis, 1676. In-16°, pp. 466, legatura coeva piena pergamena molle con titolo manoscritto in antico al dorso. Frontespizio figurato disegnato e inciso su rame da Antonio Bosio. Bell'esemplare. Targhetta di possesso G. Rovatti. Graziosa edizione in piccolo formato delle opere complete di Stazio, il grande poeta di origini campane del I secolo d.C. Il volume comprende le "Sylvae", l'"Achilleide" e la "Tebaide". Alle pp. 406 e sgg. sono presenti le appendici filologiche di Johann Frederick Gronovius, curatore dell'edizione. Celebre per la sua capacità di improvvisazione, Stazio va annoverato fra i maggiori talenti della letteratura romana del primo secolo, come testimoniato dalla fortuna di cui godettero le sue opere nei secoli, culminante con Dante, che, dopo averlo collocato nel Purgatorio nella Divina Commedia, lo cita nel De Vulgari Eloquentia a fianco di Virgilio e di Lucano.