SPLENDIDA E RARA BOTTIGLIA A TESTA DI BAMBINA PUBBLICITARIA PER "LIQUORI VLAHOV ZARA.
AUTORE LINO BERZOINI 1937

LA BOTTIGLIA E' IN TERRACOTTA A COLAGGIO E DECORATA A MANO E ALL'AEROGRAFO IN POLICROMIA SOTTO VERNICE.

L'OGGETTO SI TROVA IN OTTIME CONDIZIONI SENZA ROTTURE, FELURES O RESTAURI.
DA SEGNALARE DUE PICCOLE CHIPS (VEDI ULTIMA FOTO) SUL COLLO DELLA BOTTIGLIA E DUE PICCOLE CHIPS SUL FAZZOLETTO AZZURRO (VEDI TERZA FOTO) CHE NON INFICIANO LA BELLEZZA DELL'OGGETTO.

DIMENSIONI:
ALTEZZA CM. 21
DIMENSIONI MAX CM. 13 X 12

Pittore, scultore e ceramista Lino Berzoini nasce a Ficarolo (Rovigo) nel 1893.
Trasferitosi a Torino nel 1919, dove studia presso l'Accademia Albertina di Belle Arti, allievo di 
Felice Casorati e Giacomo Grosso inizia la sua attività presso la manifattura "Lenci" come pittore di visi di bambole.
Dal 1924 partecipa alle rassegne della Promotrice di Belle Arti di Torino.
Nel 1929 alcune sue ceramiche, prodotte dalla "Lenci", sono esposte alla mostra della Galleria Pesaro di Milano.
Nel 1930 partecipa alla XXI Esposizione della Società degli Amici dell'Arte e realizza, presso la albisolese "
ILSA", insieme ad Ivos Pacetti, il gruppo dal titolo "Due cavalli sotto la frusta dei fantini", opera futurista di grande impegno presentata alla Rassegna Fiorentina dell'Artigianato dello stesso anno.
Nel 1934 tiene la sua prima personale alla Galleria Codebò di Torino
Dal 21 luglio 1930 al 5 febbraio del 1935 è iscritto sui libri paga della "Lenci" con la qualifica di decoratore e ceramista.
Negli stessi anni partecicipa all'attività del gruppo futurista torinese, conosce 
Tullio Mazzotti e realizza per lui alcuni modelli con relativi stampi in gesso.
Nel 1935 si trasferisce ad Albisola ed inizia a lavorare per la manifattura "
S.P.I.C.A." e, dopo un breve periodo trascorso in Francia, verso la fine del 1937, inizia la sua collaborazione con la "M.G.A." della famiglia Mazzotti per la quale produce numerose opere, spesso pezzi unici ma anche multipli realizzati con la tecnica del colaggio, in terracotta maiolicata mat e dipinta a mano, sovente ispirate al mondo dello sport.
Nel 1938 è presente alla Biennale d'Arte di Venezia a cui partecipa anche alle due successive edizioni.
Nello stesso anno il suo nome compare nel manifesto per la Ceramica Futurista
Nel 1939 cessa la sua collaborazione con la "M.G.A" e, da indipendente, inizia a cuocere la sua produzione presso i forni di 
Bianco d'Albisola, a Pozzo Garitta.
Nel 1939 espone all'Internazionale di Parigi e, insieme a 
Lucio Fontana, co-espone in una personale a Genova.
Nel 1940 partecipa assieme a Bianco d'Albisola alla VII Triennale di Milano.
L'anno dopo partecipa alla Quadriennale di Roma e al Premio Bergamo
Negli anni Quaranta torna a Torino collabora con la manifattura "
C.I.A." di proprietà della sig.ra Manna già dipendente della "Lenci" e, nella stessa città, con la "Ars Pulchra" di proprietà di Bartolomeo Camisassa.
Nel 1942 è alla Biennale di Venezia
Nel 1943 viene premiato al IV° Concorso di Faenza con una ceramica prodotta per la "M.G.A." e presenta autonomamente alcune sue ceramiche alla Triennale di Milano.