Luciano Caruso, Emilio Villa, Mario Diacono, Stelio Maria MartiniCollana I Lilliput Colonnese: poesia visiva e libro d’artista


CARUSO Luciano – Scritture e testi di Villa – Diacono – Martini. Napoli, Colonnese, 1971. In-32, cm 7,8×6, pp. 14+22 n.n. tutte stampate su carta rosa. Una pagina ripiegata a fisarmonica (“ri/ASSUNTO”) e due illustrazioni in scala da grafiche di Luciano Caruso e Stelio Maria Martini.

«Stampato a Napoli nella tipografia “Contessa” per conto dell’editore Colonnese in duecento copie numerate e firmate dall’autore nel luglio del 1971». Esemplare sfuggito alla numerazione. Collana “I Lilliput”, n. 8.

Contenuto

VERTEX COELI, grafica di Luciano Caruso;
méta mortphoses, poesia inedita di Emilio Villa 
HINDU’S TIAL DASEIgN
, poesia di Mario Diacono datata 1966;

ri/ASSUNTO di Luciano Caruso – nella carta ripiegata in quattro – datato 1965;
una grafica senza titolo di Stelio Maria Martini;
TABULA 73
 di Luciano Caruso.

Il volume rappresenta un momento interno alla riflessione teorica e operativa della collana, riunendo testi legati ad autori centrali del progetto. La struttura materiale, semplice ma non standard, riflette l’attenzione alla forma come elemento attivo del discorso

I Lilliput

La collana “I Lilliput”, ideata da Gaetano Colonnese in collaborazione con Luciano Caruso, rappresenta una delle prime esperienze editoriali italiane legate alla poesia visiva e alla ricerca sul rapporto tra parola e forma tipografica. La collana consta di 9 titoli editi in tiratura limitata: I Futuristi a tavolaTraitée de pédérasthie célesteDa Finnegan’s WakePiccola Antologia della Poesia Spagnola d’AvanguardiaTotem étrangleLettres écrites à l’Abbé NolletScritture e testi di Villa-Diacono-MartiniFormulazioni non-AMDZ. Localizzazioni ICCU/SBN estremamente limitate, con titoli presenti in una o due sole biblioteche.

Realizzata in formato estremamente ridotto, la collana non nasce come esercizio di miniaturizzazione, ma come scelta precisa: concentrare in pochi centimetri un progetto editoriale unitario. Carte differenti, inserti, piegature e variazioni tipografiche trasformano ogni volume in un oggetto autonomo, ma coerente con l’insieme. La presenza di autori come Villa, Artaud, Diacono, Martini e Caruso colloca la collana all’interno di una rete di ricerca che supera l’ambito nazionale, mantenendo una forte identità editoriale.

I singoli titoli sono talvolta reperibili anche separatamente e presentano un interesse autonomo, sia per la presenza di autori di primo piano sia per le soluzioni editoriali adottate. Alcuni volumi, per caratteristiche materiali o per la loro limitata diffusione, risultano particolarmente ricercati anche singolarmente, pur trovando nella raccolta completa la piena espressione del progetto. “I Lilliput” si configura così come un progetto editoriale coerente, in cui ogni scelta — dal formato alla stampa — risponde a una visione precisa del libro.

Luciano Caruso (Foglianise, Benevento 1944–Firenze, 2002), formatosi a Napoli, è una delle figure centrali della ricerca verbo-visiva italiana del secondo Novecento. Fin dagli anni Sessanta sviluppa una pratica che unisce scrittura, immagine e riflessione teorica, maturata nel vivace ambiente culturale napoletano e alimentata dal confronto con le avanguardie italiane ed europee. L’incontro con Stelio Maria Martini e l’esperienza del gruppo Linea Sud evolvono nel 1967 nella fondazione di Continuum, spazio di sperimentazione e confronto che segna un passaggio decisivo verso una concezione del testo come struttura visiva e materiale, oltre che linguistica.

In questi stessi anni prende forma il rapporto con Gaetano Colonnese, con il quale Caruso sviluppa un progetto editoriale coerente e riconoscibile: la collana “I Lilliput” (1969–1972). Qui il libro diventa oggetto progettato, dove formato, supporti, impaginazione e stampa partecipano attivamente alla costruzione del significato. All’interno di questo contesto va collocato Formulazioni non-A di Stelio Maria Martini.

Sebbene l’opera sia concepita all’inizio degli anni Sessanta (da cui deriva la data talvolta indicata come 1963), la sua realizzazione editoriale avviene nel gennaio 1972 per i tipi di Colonnese, in piena coerenza con l’attività di Continuum e con il sodalizio Caruso–Colonnese. Il volume, non destinato alla distribuzione commerciale, rappresenta quindi un momento interno e sperimentale della collana, più che un episodio isolato. L’attività di Caruso proseguirà poi tra editoria, critica e sperimentazione artistica, con un ruolo rilevante anche nella riscoperta del Futurismo e nella promozione dei libri d’artista, mantenendo sempre una concezione dell’arte come pratica aperta, interdisciplinare e non convenzionale.


 


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