Opera dell'artista ENNIO FINZI
Finzi E. (Venezia, 1931 - Mestre, 2024)
Opera storica anno 1981
Titolo: Splendido!
Tecnica mista su cartoncino
Dimensioni: 50 cm (h) x 70 cm
Firma e datazione al fronte in basso a destra
Titolo a matita al fronte in basso a sinistra
Opera corredata di autentica dell'Artista su fotografia
Disponibili altre opere dell'artista
Per qualsiasi ulteriore informazione non esitate a contattarmi
BIOGRAFIA
Ennio Finzi (Venezia, 1931 - 2024), si diploma all’Istituto d’Arte di Venezia, studia violino e nel dopoguerra frequenta importanti artisti come Emilio Vedova e Virgilio Guidi. Espone in più occasioni alle collettive della Bevilacqua La Masa, tiene mostre personali e nel 1961 si trasferisce a Milano dove si dedica al design, poi nel 1964 a Sanremo. Nel 1968 ritorna a Venezia e diventa assistente all’Accademia di Carmelo Zotti. Si dedica con un suo personale linguaggio all’arte programmata e nel 1986 partecipa alla Biennale di Venezia, ottenendo in seguito sempre maggiori riconoscimenti in Italia e all’estero.
Artista tra i più radicali del Novecento italiano, Ennio Finzi è stato capace di sovvertire il linguaggio informale del dopoguerra perseguendo un’inconsueta ricerca fondata sui valori atonali e timbrici del colore, rappresentando per questo un modello di pittura che Luciano Caramel ha definito “irrituale”. Viceversa ha saputo anche tracciare un percorso meno concitato e più sotteso alla riflessione percettiva, conducendo un’approfondita indagine sulle strutture intrinseche della forma, nel tentativo forse di domare e “piegare” le proprie ingovernabili contraddizioni. Da questo sintetico quadro generale si è scelto di rappresentare l’artista veneziano con alcune delle sue opere più emblematiche degli anni Cinquanta, come le “geometriche” Scale cromatiche, dove l’intermittente apparire del colore si snoda in limpide partiture a fasce verticali; Ritmi vibrazione, dove il giallo scorre esile e filiforme in rapida e cangiante progressività temporale; o come Bianco su bianco e Grigio su grigio dove la luce si rivela quale emittente spirituale di una materia diradata, dai confini labili e indistintamente sospesi.