Viene considerato al pari di un amuleto per via della sua forma a spirale, si ritiene sia efficace addirittura contro emicranie,malocchi e cataratta. La Regione predominante di produzione è la Sardegna, il cui nome in dialetto è sa perda e s'ogu (la pietra dell'occhio).
La figura a spirale che la caratterizza richiama la figura di un occhio, per questo motivo viene associata a Santa Lucia. Tuttavia in altre nazioni assume nomi differenti, a seconda della cultura del luogo. In Italia viene associato ad una delle tante leggende sulla Santa. Una di queste narra di come Lucia si sia cavata gli occhi e li abbia lanciati in mare per offrire un sacrificio alla Beata Vergine.
L'occhio di Santa Lucia è l'opercolo delle conchiglie Astrea Rugosa e Bolma Rugosa. La parte bianca con la spirale, così come la conosciamo, è il lato che sta a contatto con il mollusco. L'altro lato solitamente non ha superficie liscia ed è di colore rossastro. Quando l'animale muore, la protezione si stacca e viene rilasciata in mare. Gli occhi di Santa Lucia si trovano dunque sulle rive o tra le reti dei pescatori, anche se oggi sono diminuiti drasticamente a causa dell'inquinamento e della pesca selvaggia.
Attualmente sono più rari e di dimensioni ridotte rispetto ai canonici 2 o 3 cm. Il costo per dei pezzi ancora da incastonare è abbastanza irrisorio. E' possibile trovare le porticine dell'Astrea Rugosa anche sulle spiagge estere come Croazia, Spagna e Turchia. Gli esemplari più grossi si trovano in India in Africa e Australia.