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ANTICHE ACQUASANTIERE DOMESTICHE E DEVOZIONALI in maiolica dal XVI al XIX Secolo
Collezione Ivano Piccinini

Rappresentative del sentimento popolare e della realtà sociale del periodo, presenti sia nelle case dei ricchi signori che della gente comune, le acquasantiere devozionali racchiudono in sé il soprannaturale e tutta la protezione divina propria della fede cristiana, diventando patrimonio culturale, storico e religioso dei territori in cui venivano prodotte.

In trent’anni di collezionismo Ivano Piccinini ha riunito 176 manufatti, ora mostrati e divulgati attraverso splendide immagini nel volume Antiche acquasantiere domestiche e devozionali in maiolica dal XVI al XIX secolo, a cura dello stesso Ivano Piccinini e delle professoresse Carola Fiocco, Gabriella Gherardi e del collezionista privato Giuseppe Matricardi. Provenienti dai diversi centri di produzione italiani - in particolare Deruta, Castelli, Napoli, Cerreto Sannita, Ariano Irpino, Vietri e da epoche differenti comprese tra la fine del Cinquecento e l’Ottocento, le acquasantiere sono state suddivise in base alla regione di appartenenza, indicandone i siti e le manifatture più conosciute a livello territoriale, cercando poi di raggrupparne il più possibile i modelli simili per struttura e decorazione. Un lavoro tutt’altro che semplice se si considerano i pochi studi e la scarsa bibliografia sull’argomento, tant’è che la loro collocazione si è rivelata a volte incerta o dubbiosa. Le acquasantiere sono un soggetto di nicchia di cui per troppo tempo si è trascurato il valore storico e religioso, oltre che l’abilità tecnica di anonimi maestri maiolicari a cui ne dobbiamo la realizzazione.

Inserendosi a pieno titolo nella storia del collezionismo di maiolica in Europa e ambendo umilmente a colmare, per qualità e quantità degli oggetti rappresentati, una lacuna ingiustificabile generata dallo scarso interesse che questi manufatti hanno in passato suscitato, rispetto invece al loro significato ed impatto sociale, la Collezione Piccinini contribuisce a restituirne tutto il valore che meritano. Non è un caso che la Collezione sia composta da acquasantiere prevalentemente del XVII e XVIII secolo: nei periodi rinascimentale e barocco diversi erano, infatti, i centri di produzione di maiolica in Italia; inoltre le acquasantiere erano maggiormente diffuse nel ‘600 e ‘700, in quanto, a seguito del Concilio di Trento nel 1563, la Controriforma cattolica riservava grande attenzione alle immagini nell’intento di rivendicare i valori cattolici.

La loro ispirazione è legata all’architettura barocca, in particolare alla struttura degli altari, dove si affiancano temi cristologici come la Passione, per il legame tra il Cristo e l’acqua benedetta, o anche il culto dei santi protettori quali testimoni della fede, o di madonne venerate localmente. Concepite come piccole cappelle domestiche dinnanzi alle quali esprimere la propria devozione, le acquasantiere della Collezione Piccinini appartengono in prevalenza a questa tipologia di produzione, di area centro-meridionale.

Le strutture architettoniche delle acquasantiere antiche, per la loro varietà, ricchezza di forme, motivi plastici e decorativi, rappresentano un unicum difficilmente ripetibile; grazie all’interesse della critica di oggi per l’arte applicata e popolare, è stato però possibile riscoprirne tutto il valore, comprendendo l’importanza del lascito che ci è pervenuto da una tradizione che non dovremmo disperdere.

Un monito che Ivano Piccinini con la sua collezione di acquasantiere antiche - di cui ha saputo cogliere le più intrinseche qualità e cercato, attraverso la realizzazione di questo volume, di farne comprendere il profondo significato e diffonderne la conoscenza al mondo, interpreta con positività e fiducia: “Il mio augurio è che la gente torni ad amare la maiolica e che i tanti artisti e artigiani che ancora oggi, con caparbietà, operano nelle loro botteghe sappiano, con la loro creatività e abilità tecnica, mantenere in vita quest’arte ceramica maiolicata, emblema per tanti secoli dell’arte, del gusto e della bellezza dei manufatti italiani”.