Legatura telata con indicazioni editoriali in nero e rosso al dorso-
Sovraccoperta
Lievi segni di maneggiamento alla sovraccoperta:
piccole abrasioni e zone lise.
Sovraccoperta ricoverata in acetato senza incollaggio
All'interno carte con bruniture agli estremi,
come naturale per il tipo di carta.
Senza scritte e sottolineature.
Buona copia.
W.H. Auden è nato nel 1907, a York, ha studiato a Oxford, nel famoso collegio di Christ Church, negli anni in cui l'università inglese formava i poeti e le spie che dovevano contare nei decenni successivi: gli uni e le altre, Auden appunto e Philby, Spender e Mac Lean, impazienti di liberarsi dalla loro englishness attraverso Marx, e magari Stalin. Più volubili, i poeti, rivelatisi con la guerra di Spagna e i processi di Mosca certi aspetti non piacevoli del comunismo, si deludevano e disperdevano. Auden finiva per prendere, primo caso all'inverso dei James e degli Eliot fattisi da americani inglesi, la cittadinanza americana e per scoprirsi una moderata vocazione religiosa. In que- sto dopoguerra egli ha abitato a lungo Ischia, che ha abbandonato soltanto dopo aver scoperto l'Austria, forse attiratovi dal l'amore per Mozart, sicuramente spintovi dal fastidio che cominciavano a dargli le lambrette isolane. Ha insegnato anche poesia a Oxford e scritto dei libretti d'opera per Strawinskij e Henze. La sua attività principale è stata lo scrivere poesie, tante poesie come ne scrivevano i poeti un tempo, senza troppo badare all'ispirazione, molto curando i metri. Anche nel tempo dell'engagement più pieno l'ironia e un gusto assai vivace per i fatti culturali hanno dato un tono inconfondibilmente manierista ai suoi versi. Manierista nel senso che la parola ha per Picasso, certo più grande di lui, ma come lui artista in proprio sull'arte degli altri. Auden ha scritto pure moltissimo in prosa: per guadagnarsi la vita, ma anche per una nativa, bellissima attitudine a quella conversazione intellettuale che in Inghilterra, paese di gente di poche parole, è un radicato anche se raro sport nazionale. I saggi che si danno tradotti qui sono stati scelti dall'autore e toccano con grazia e spirito la natura della poesia e il romanzo giallo, Re Lear e Leporello, Shakespeare e Kafka e molto altro, senza mai una caduta in alcuno dei gerghi culturali che ormai ci sommergono.