Arnaldo GinnaL'Uomo Futuro. Investigazione futurfascista. Prefazione di S.E. Marinetti. Roma, Edizioni Futuriste di 'Poesia', 1933 (Tip. Ditta F.lli Pallotta, Roma).

(195×140 mm). Pagine 43, [1]. Brossura editoriale. Esemplare intonso.

Edizione originale, rarissima a trovarsi in queste condizioni di conservazione: «Il saggio di Ginna costituiva l’emblema della temperie in cui erano venuti a trovarsi i futuristi negli anni del fascismo maturo, tra incomprensioni, frustrazioni e speranze illusorie. La tesi portata avanti era quella della difesa dell’anima “di sinistra” del fascismo, di cui i futuristi si sentivano i principali interpreti […]. Ginna scriveva: “Purtroppo il concetto di reazione come base essenziale della rivoluzione fascista è quello più accreditato, è quello accettato dalla maggioranza dei gregari, i quali, figli di un movimento spirituale eminentemente innovatore e teso verso un ideale posto infinitamente lontano nell’avvenire, non ne vedono, di giorno in giorno, che le manifestazioni puramente materiali.” L’autore, schierandosi apertamente “contro i principi guerrafondai”, descriveva il movimento marinettiano come una grande corrente non solo artistica ma di pensiero, che rispondeva all’evoluzione stessa della psicologia delle masse. […] Il testo venne pubblicato anche a puntate su “Futurismo” di Mino Somenzi […] la prima puntata sul numero II/37 (21 maggio 1933), preceduta da questa nota: “-L’uomo futuro- di Arnaldo Ginna continua ad avere un successo ascendente, tanto da essere giù esaurita la prima edizione mentre si sta preparando una seconda italiana e una prima edizione in lingua tedesca.” […] Il testo continuava a puntate sui numeri seguenti: 38-39, 41-44 e 37/48 fino al 6 agosto 1933» (Salaris). 

Salaris, Marinetti editore, pp. 321-22 e n. 67; Cammarota, Futurismo, 237.9.