L'album contiene nove canzoni: ciascun lato del disco presenta un brano introduttivo seguito da una terna di canzoni concettualmente unite fra loro – «canzoni di morte» sul lato A e «canzoni di vita» sul lato B – più una chiosa finale, rappresentata dal brano Un bel mattino.
Le tre «canzoni di morte» presentano una visione pessimistica della vita, nei suoi aspetti personali (La guerra è finita, Morire di leva) e sociali (Hai mai visto una città); nelle tre "canzoni di vita", Lolli propone una via d'uscita al nichilismo attraverso la ricerca della parte più profonda del nostro essere (Un uomo nascosto), nell'impegno politico (Quello lì) e nel coraggio di prendere fra le mani la propria vita per cambiarla (La giacca). Conclude l'album il brano Un bel mattino nel quale, a fronte dell'ineluttabilità della morte, l'autore ricorda: «Ma oggi amore dobbiamo andare, giù nella strada, dobbiamo lottare».
Musicalmente il disco ripete le atmosfere del primo, forse con una cupezza in più e meno soluzioni ritmiche; tra i musicisti in evidenza l'allora violinista di Alan Sorrenti, la statunitense Talia Toni Marcus, che nello stesso anno suonerà anche in Opera buffa e l'anno seguente in Stanze di vita quotidiana entrambi di Francesco Guccini e che, anni dopo, aggiungendo anche il nome originale (Talia) e ritornata a vivere negli Stati Uniti, diventerà la violinista di Van Morrison; inoltre partecipa all'incisione Stefan Grossman, uno dei più grandi maestri del fingerpicking, allievo di Gary Davis e autore anche di molti manuali di questa tecnica chitarristica, e i due fratelli Enzo ed Elio Volpini, membri del gruppo di progressive L'Uovo di Colombo.