GABRIELE TRISTANO OPPO
L'ARPA CELTICA
 
Quest’ultimo libro di Gabriele Tristano Oppo è molto raffinato, nella stampa ( Schifanoia editore, Ferrara 2005 ) nella stesura limpida e nella trama che si dipana a completare una figura di donna, Johanna Steyr, virtuosa suonatrice d’arpa, nella quale l’amore per l’arte e l’aspirazione a un completamento di se stessa come donna si fondono insieme. Raffinatezza, sensibilità, gusto dell’arte e della cultura si alternano ai più alti livelli in questo romanzo di una donna alla ricerca di se stessa nei frangenti di una guerra straziante di un popolo che lotta per la sua autonomia.
E’ l’ottavo libro di narrativa di questo illustre ginecologo e caro amico rotariano dall’animo sensibile. L’ultimo di cui mi sono occupato, un capolavoro di analisi documentaria e psicologica, riguardava l’amore di Gabriele D’Annunzio per Barbarella, Barbara Leoni.
Questo libro è diverso, più freddo e distaccato, ma articolato, un viaggio per le vie di Ferrara, di Dublino e dell’Ulster, un confronto tra due mondi e l’analisi di cosa significhi irredentismo irlandese, che non conosciamo da dentro. Il contrasto infine è tra ragioni politiche e ragioni del cuore. La trama poliziesca è superata dal sogno di una donna che potrebbe ricantare come la Tosca di Puccini, “Vissi d’arte, vissi d’amor”.
La storia si ripete, ma sempre in modi diversi.
Johanna si integra e si ritrova con se stessa, nel passaggio dalla Ferrara dei nostri tempi all’Irlanda dell’irredentismo dell’I.R.A, nelle cui spire viene coinvolta suo malgrado. Johanna vive nella cerchia del suo piccolo gruppo scelto di amiche. E’ una trentaquattrenne stanca della vita familiare, con un marito cinquantenne, appesantito e assente, Amos Crostoli, direttore di una industria di apparecchiature elettroniche d’avanguardia, preso dal lavoro, un perito elettrotecnico che chiamano dottore per i successi della sua fabbrica, ma senza la cultura e la sensibilità per condividere le aspirazioni della moglie, devota all’arte e che accusa invano il desiderio di fare un viaggio in Irlanda per trovare un’arpa originale celtica. E’ l’inquietudine velata di una donna incompresa.
Il viaggio in Irlanda, “il paese dei desideri del cuore”, non è solo per trovare un completamento alla sua arte, ma una fuga dal marito alla ricerca di ciò che le manca.
L’arpa che cerca è “quella che fa vibrare il cuore”, il ricordo ancestrale della musica celtica.
Il viaggio le viene progettato da un irlandese, giovane interessante, Bob Brendan, che le è presentato da una delle sue amiche. La meta per un’arpa originale è Galway, la città di Brendan, agente segreto collegato con gli irredentisti dell’IRA e che deve fuggirsene di nascosto dall’Italia quando gli inglesi hanno individuato e messo in carcere il fratello. Il suo piano era di impadronirsi dei disegni di un dispositivo elettronico necessario alla lotta armata, che il marito Amos aveva nella sua fabbrica. Johanna se ne va in Irlanda e si proietta in un altro mondo. Si gode la visita di Dublino e poi si affaccia a Galway alla ricerca del negozio indicatole, di Fergus O’ Casey, esperto di arpe. La trova, originale e perfetta, e la acquista. Viene coinvolta in un attentato.
Dal suo arrivo a Dublino ha dovuto subire la presenza insistente di un giovane irlandese che le si offre come accompagnatore e la colma di attenzioni, Steve Mc Kenna. Le è stato messo alle costole dall’organizzazione, per proteggerla e per sequestrarla, merce di scambio per i disegni dell’apparecchio elettronico a fini militari.
Cerca di seminarlo, ma lo si trova accanto come una guida sicura e alla fine deve riconoscere che ne è profondamente attratta. Se ne innamora e ne è ricambiata. Anch’egli fa parte dell’organizzazione e le sta accanto. Johanna viene sequestrata dal gruppo di Brendan. Sarà liberata solo in cambio dei disegni.
Il problema si sposta a Ferrara. Non ci sono remore da parte di Amos per farglieli avere con una trafila complicata lungo i capanni delle valli di Comacchio, ma proprio Amos viene trovato in uno di questi capanni assassinato. Il brillante Vice questore Paolo Venturini, amico e ammiratore entusiasta di Johanna, riesce a scoprire che l’assassinio è stato compiuto in uno squallido incontro omosessuale, riesce a portare i disegni a Johanna, privati di un suggerimento importante per l’esecuzione che deve restare segreto, Johanna viene liberata e può tornarsene a casa.
Il dilemma è a questo punto: lasciarlo o restare con Steve, l’uomo di cui si è innamorata. Steve non può abbandonare la causa cui ha dedicato la vita, Johanna non può abbracciare il suo destino:
” Ma Steve, non ti rendi conto che se continuate ad uccidere, condannate i vostri figli e i vostri nipoti a vivere nel terrore di essere ammazzati, a odiare per tutta la vita? Pensa a quanto è bello amare! Pensa a quanto dovrai rinunciare per non tradire l’Irlanda: non potrai farti una famiglia, non potrai provare la gioia di avere dei figli, dovrai rinunciare ad una vecchiaia serena…vieni via con me…Non vale la pena, credimi, di continuare a correre dietro a un sogno…” ( pag.188).
Per Steve non è un sogno. Gli hanno sterminato la famiglia gli inglesi: “ La Repubblica Libera di Irlanda, mia cara, non è un sogno! E’ una realtà che ci spetta per onorare il sangue di coloro che hanno sacrificato la vita per lei! I maledetti inglesi non potranno imprigionarci in eterno!”.
Sono stati cacciati via dalle loro colonie in tutto il mondo, perché non dovrebbero lasciare “questo piccolo lembo di terra irlandese?”.
Sappiamo che dietro queste parole c’è una storia di oppressioni, una cultura, una lingua e la coscienza di una tradizione che non è quella imperialistica, Oscar Wilde, William Butler Yeats, James Joyce, Samuel Beckett, scrittori “contro”. E si potrebbe tornare ancora più indietro.
Al ritorno a Ferrara Johanna riceve una lettera da Steve che le dice che parte per una missione da cui non potrà tornare più. Le chiede di suonare l’ arpa in suo ricordo, “in nome dell’amore che ci ha uniti e ci unisce ancora”. Il suono dell’ arpa celtica fonde amore e libertà.
Questo romanzo non è un giallo, un poliziesco di intrighi, è un inno ai valori più integri di libertà e di amore da un cuore antico. Gabriele è un sardo vero che si è innestato ad Arezzo, ma che conosce bene la nostra terra emiliana e romagnola e il battito di aspirazioni profonde, le più umane, di rispetto della nostra dignità di uomini. Il suo è un abbraccio che viene da lontano, dall’anima celtica.
 

SCHIFANOIA EDITORE 2005 CARTONATO con SOVRACOPERTINA 176 PAGINE

NUOVO
 
MINT
 
 

 
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BANANAS1+ARMA2
 
 

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