Venezia, Edizioni del Cavallino 1951 Prima edizione originale di 210 esemplari (First original edition of 210 copies)
Testo dell'Artista (datato Milano, Dicembre 1950). Con 8 incisioni originali in bianco e nero (cm 21x14; 9,5x21). Breve cenno biografico al risvolto della copertina Finito di stampare nell'aprile del 1951 presso le Industrie Grafiche Lischi - Pisa. Il risvolto di copertina reca la dicitura: "del presente volume sono state tirate 210 copie numerate". La presente copia non reca la numerazione
Cm 32x23, pp. 20, Brossura (wrappers)
Ottimo (Fine)
Gianni Bertini, nato a Pisa nel 1922, si avvicina alla pittura astratta nel 1947. Tra il 1948 ed il 1949 realizza il ciclo dei "Gridi" facendo uso di lettere stampigliate e cifre. Dopo un breve soggiorno a Roma, nel 1950 si stabilisce a Milano. Partecipa attivamente alla vita culturale italiana e fa parte del MAC milanese. Quindi realizza delle pitture dove la sgocciolatura è largamente impiegata. Tali opere vennero presentate nell'ottobre del 1951 alla galleria Numero di Firenze e costituiscono la prima manifestazione di pittura informale realizzata in Italia e definite in seguito "pitture nucleari”. Sul finire del 1951 si trasferisce a Parigi e nel maggio 1952 ha luogo la sua prima personale parigina (Galerie Arnaud). Nel 1957 aderisce al gruppo "Espaces Imaginaires" proposto da Pierre Restany. Nel 1960 parte per l'America e pur lavorando con la Gres Gallery di Chicago, risiede a New York. Ritorna a Parigi. Partecipa all'azione del"Nouveau Réalisme". Dopo un soggiorno prolungato a Tangeri, rientra a Parigi e nel 1965, firma il primo manifesto della "Mec-Art". Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1950, 1958 e nel 1968 quando è invitato con una sala personale, mentre nell'edizione successiva è commissario di esposizione. Partecipa alla Quadriennale di Roma nel 1986. Ha collaborato a riviste italiane e straniere e ha fondato, nel 1969, la rivista "Mec".