BIANCO, Remo (Milano, 1922 - Milano, 1988), Bianco

Venezia, Edizioni del Cavallino Arte 1962 Prima edizione (First Edition)

Testo introduttivo di Alain Jouffroy, in italiano e francese. Con 10 tavole a colori applicate su cartoncino nero e 5 illustrazioni in bianco e nero nel testo. Una fotogafia dell'artista al controfrontespizio. Nota biografica a cura di Carlo Cardazzo. 

Volume stampato a cura di Carlo Cardazzo dalle arti grafiche Gasparoni nel giugno 1962

Cm 24 x 18, pp. 18 non numerate + tavole, Rilegato, sovracoperta (hard cover, dust jacket)
Ottimo (Fine)

Agli inzi la pittura di Remo Bianco fu essenzialmente figurativa, fortemente influenzata dall'espressionismo esistenziale di Rouault. Con gli anni Cinquanta i suoi interessi si rivolsero sempre più verso il movimento astrattista, avvicinandosi soprattutto al Movimento Nucleare, fondato nel 1951 da Sergio Dangelo ed Enrico Baj, ed allo Spazialismo di Lucio Fontana. Pertanto la sua pittura si allontana quasi completamente dalla figurazione per diventare una stratificazione di fili e pennellate, grumi di materia sempre più informi. Importante il suo viaggio negli USA dove ha modo di  conoscere l'espressionismo astratto e incontrare Jackson Pollock, da cui aprrende la tecnica del dripping che utilizzerà nei collages realizzati nel 1955.