Il nespolo comune (Mespilus germanica) è un albero da frutto appartiene alla famiglia delle Rosaceae e al genere dei Mespilus. viene anche chiamato nespolo germanico. Il frutto viene chiamato "nespola".
Il nespolo comune non deve essere confuso con il nespolo del Giappone: i termini di "nespolo" e "nespola", nel lessico comune, fanno infatti riferimento in genere all'albero e ai frutti della specie Eriobotrya japonica, pure questa appartenente alla famiglia delle Rosaceae.
L'antico proverbio "Con il tempo e con la paglia maturano le nespole" (ci vuole pazienza, occorre aspettare per vedere i risultati) si riferisce alle nespole comuni, già note in Europa da tempo immemorabile.
Il nespolo comune è un albero di piccole dimensioni o un arbusto, fino 4–5 m di altezza, di larghezza spesso superiore all'altezza, latifoglie e caducifoglie, (perde le foglie in inverno). I fiori ermafroditi, di colore bianco puro, sono semplici, a cinque petali; la fioritura nel complesso è molto decorativa. Nei soggetti selvatici i giovani rami possono essere spinosi. Le foglie sono lanceolate. La fioritura, che è piuttosto tardiva (nel mese di maggio), avviene dopo l'emissione delle foglie.
I frutti sono piccoli pomi a buccia ruvida e di colore marrone chiaro, spesso coperti da una finissima peluria; sono di piccole dimensioni: 2-2,5 cm di diametro; si raccolgono a novembre ma non sono consumati freschi per quanto detto negli usi. I frutti restano duri e con sapore acido ed astringente fino all'autunno inoltrato; solo una successiva trasformazione enzimatica della polpa che riduce il contenuto di tannino, dopo la raccolta, ne rende possibile il consumo.
Il nespolo comune è un albero longevo e può diventre pluricentenario ma ha una crescita lenta.
È una pianta molto resistente al freddo, inoltre la fioritura tardiva è successiva alle ultime brinate. Esistono tuttavia cultivar selezionate con frutti leggermente migliorati per dimensioni e caratteristiche organolettiche. Il nespolo comune è un albero rustico e che resiste a diversi parassiti.
Il nespolo comune è diffuso in natura nell'Europa meridionale (fino alla Germania) e nell'Asia Minore, secondo alcuni anzi sarebbe originario di quest'ultima. Esso è comunque presente anche nell'Italia settentrionale, dal Piemonte al Veneto, dal Trentino alla Toscana.
I pocio (da leggersi "puciu"), così chiamati in piemontese i frutti del nespolo comune, erano molto comuni nei secoli passati; negli ultimi decenni il consumo e la diffusione della pianta sono andati via via in diminuzione e sono considerati come rarità ed è catalogato nei frutti dimenticati o minori. Di fatto esiste un solo modo per consumarle al naturale, tolto il picciolo la polpa è succhiata ed inghiottita ed i semi trattenuti in bocca e non deglutiti.
Da questo frutto si prepara un liquore di sapore dolce e gradevole. Da degustare a Trinità i famosi dolci farciti di marmellata ai "pocio". Con la trasformazione si ottengono: marmellate, gelatine, salse e varie preparazioni culinarie. I frutti dopo maturazione diventano con alto contenuto di zuccheri circa il 20%.
I frutti infatti non possono essere consumati alla raccolta, che si ha nel tardo autunno, ma vanno lasciati "ammezzire" in un ambiente asciutto e ventilato, (appunto sotto la paglia) cioè rammollire e virare di colore dal marrone chiaro al marrone scuro. La trasformazione enzimatica trasforma la polpa e cancella il forte sapore acido ed astringente, rendendole commestibili e zuccherini, questo nonostante la robusta buccia ed i numerosi e duri semi rendano problematico il consumo. questo processo in cui i tannini si trasformano in zuccheri riducendo l'acidità e aumentando la dolcezza della polpa, come nel sorbus domestica.
In alcuni comuni delle vallate piemontesi questa pianta è al centro di feste tradizionali: in provincia di Cuneo, a Farigliano a fine novembre-inizio dicembre si svolge una festa dedicata a San Nicolao abbinata alla "Fiera dei Puciu" (appunto, il nespolo), mentre a Trinità l'ultima domenica di novembre si svolge la “fera dij pocio e dij bigat”, riproposta, dopo un periodo di interruzione durato 50 anni, nel 2000: essa associa il nespolo (pocio) al baco da seta (bigat). Ogni anno, la seconda domenica di novembre, si tiene a Virle Piemonte una fiera dedicata alla zucca e al nespolo.
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