Stefano Bartezzaghi
Banalità
Sottotitolo: luoghi comuni, semiotica, social network
Bompiani editore
Campo aperto
Traduzione: -
Introduzione: ("Mediocre, contingente, mortale")
Copertina: -
Anno: gennaio 2019
I edizione
Pagine: Introduzione (16) + 250 + Bibliografia (261) + Indice delle cose notevoli (265) + Indice
Codice ISBN: 9788845299636
Numero copia: -
Copertina: cartoncino editoriale illustrato con risvolti.
Stato: Ottimo stato. Non letto.
Peso del libro: gr. 390
Misure del libro: cm 15,50 x cm 21,50
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: La banalità è il nostro nuovo demone. È da quest'ultima che vogliamo rifuggire, come dalla noia, ma è questa stessa fuga a renderci sempre più banali (e noiosi, e annoiati). Per i luoghi comuni proviamo esplicite repulsioni e recondite attrazioni, la nostra idea di successo è che tutti notino come siamo bravi a svincolarci, almeno momentaneamente, da essi. In queste pagine Bartezzaghi si arrischia a seguire due convinzioni. La prima è che abbiamo sbagliato spauracchio e che convenga invece cercare di «avere un buon rapporto» (come oggi si dice) con la banalità, nostra e altrui. Come accade con le persone, per «avere un buon rapporto» con qualcuno occorre guardarlo in faccia, conoscerlo, rivolgersi a lui con schiettezza. Dobbiamo farci amica la banalità. La seconda convinzione è che i social network oggi sono un ambiente particolarmente adatto a farcela guardare in faccia e a conoscerla. (Prima bandella)
Autore: Stefano Bartezzaghi (Milano, 20 luglio 1962) è un giornalista e scrittore italiano. Si è laureato in DAMS (Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo) presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Bologna) con una tesi in Semiotica con relatore Umberto Eco. Dal 2010 è docente a contratto presso lo IULM - Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano, dove insegna Teorie della creatività e Semiotica. Al tema della creatività ha dedicato il libro Il falò delle novità, nel quale prende in esame il rapporto tra creatività, linguaggio e nuovi media. Dal 2016 è direttore del Master in Giornalismo della stessa Università. Tra le sue varie attività c’è anche stata la revisione della traduzione dei libri della saga di Harry Potter. [...].