LA DOMENICA DEGLI ITALIANI O DEL CORRIERE

Rivista Originale del 16 Dicembre 1945
Anno 1 nr. 30

pagine: 8 (+4)
dimensioni: 38 x 28 cm

Nel secondo dopoguerra (direttore Indro Montanelli), per dissociarsi dal fascismo per due anni (1945-1946) la Domenica del Corriere cambia nome, per poi riprendere successivamente il suo nome originale.

L'annata 1945 quindi risulta composta:
- primi 16 numeri "Domenica del Corriere"
- dal 27 maggio (n. 1) al 30 dicembre (n. 32) "Domenica degli Italiani"




IN PRIMA PAGINA:
Una simpatica iniziativa della Croce Rossa Svizzera. Centinaia di fanciulli italiani bisognosi di cure partono dalla stazione di Milano verso la Svizzera, dove vengono ospitati gratuitamente per qualche mese presso generose famiglie

NELL'ULTIMA PAGINA:
La caccia ai mercanti di cannoni. Una settantina fra i maggiori industriali della Ruhr è stata arrestata di sorpresa in Germania dalla polizia inglese. Fra gli altri il costruttore dei famosi carri armati "Tigre" è stato colto mentre dava un sontuoso banchetto

ALL'INTERNO:
Göring e Hess sorridono
Alcide de Gasperi mentre esce da palazzo Chigi
L'ex-regina Alessandra
Riappare Keller... e la lotta ricomincia
Il quarto centenario del Concilio di Trento
L'aeroplano dell'avvenire
La fattoria dei serpenti
Chi li ha visti? (nella sovracopertina): Lucia Mancini di Perticara, Francesco Casalino di Francavilla Fontana, Mauro Dell'Olio di Bisceglie, Costantino Rebora di Milano, Antonio De Gregorio di Roma, Pietro Leonori di Roma

 

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CONDIZIONI DELLA RIVISTA:    BUONE, NORMALI SEGNI DEL TEMPO, SOVRACOPERTINE PRESENTI
NOTE PARTICOLARI:  PRESENZA DI FORELLINI DOVUTI ALLA VECCHIA RILEGATURA IN TUTTO IL BORDO ESTERNO (V. FOTO), PICCOLI STRAPPETTI NEI BORDI ESTERNI DI ALCUNE PAGINE

LA RIVISTA PROVIENE DA UNA RACCOLTA RILEGATA. POSSIBILI SEGNI DEL TEMPO COME PICCOLI STRAPPI E PIEGHE O SEGNI DI COLLA SUI BORDI


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La Domenica del Corriere è stato un popolare settimanale italiano fondato a Milano nel 1899 e chiuso nel 1989. 
Fortemente voluto da Luigi Albertini, allora direttore amministrativo del Corriere della Sera,apparve per la prima volta nelle edicole l'8 gennaio 1899 come supplemento illustrato del Corriere della Sera. Non fu concepito come periodico di informazione, per non risultare un doppione del quotidiano. Venne pensato come «settimanale degli italiani». Doveva scandire, come un calendario, le loro giornate liete, le loro tragedie, i loro fatti piccoli e grandi.
La prima e ultima di copertina erano sempre disegnate. Il Corriere si avvaleva di un giovane disegnatore, Achille Beltrame, allora sconosciuto, a cui veniva affidato in ogni numero il compito di rendere con la sua tavola il fatto più interessante della settimana.
Dopo la sua morte nel 1945, fu sostituito da Walter Molino che, come il suo predecessore, firmò memorabili copertine. A differenza dei settimanali dell'epoca, la Domenica del Corriere diede ampio spazio alle fotografie e ai disegni, e questo fu uno dei motivi del suo successo.
Nel corso degli anni venti e trenta, il periodico divenne uno dei principali strumenti di informazione non solo della borghesia colta ma di buona parte della popolazione italiana alfabetizzata. In questo periodo divenne il settimanale più venduto in Italia: le vendite raggiunsero le 600.000 copie. Sulle pagine della Domenica del Corriere trovarono una vetrina popolare anche le grandi firme del Corriere, da Luigi Barzini a Indro Montanelli.
Indro Montanelli fu il primo direttore dopo la fine della guerra; lasciò la direzione alla fine del 1946 per tornare al Corriere della Sera. Dopo Montanelli cominciò la lunghissima direzione (18 anni) di Eligio Possenti, critico teatrale, che guidò la Domenica fino al 1964, coadiuvato dal direttore "ombra", lo scrittore Dino Buzzati.
Per tutti gli anni cinquanta La Domenica fu in testa tra i settimanali con 950.000 copie di tiratura (con un picco di 1.300.000 nel 1952-53).
A partire dagli anni settanta, la concorrenza dei settimanali d'informazione - come L'Europeo, Panorama e L'Espresso - portò a una graduale ma inarrestabile crisi di copie. A nulla servì cambiare la prima pagina (Guglielmo Zucconi direttore), rinunciando per sempre alle copertine disegnate, per adottare la fotografia, come gli altri settimanali popolari.
Dopo vari tentativi di rilancio tra anni settanta e ottanta - uno dei quali affidato alla direzione di Maurizio Costanzo - la Domenica del Corriere nel 1989 chiuse definitivamente i battenti per decisione del gruppo editoriale Rizzoli-Corriere della Sera, per trasformarsi in un nuovo settimanale di cronaca nera e rosa chiamato Visto, che poco o nulla aveva a che fare con la storia e la tradizione della Domenica del Corriere.
Gli ultimi cinque direttori della Domenica del Corriere furono Maurizio Costanzo, Paolo Mosca, Antonio Terzi, Pierluigi Magnaschi e infine Marcello Minerbi, che fu poi il primo direttore di Visto.