Editore: Mondadori Autore: David Scott Traduzione: Venturini Maria Anno: 1933 Pagine: 303 con 24 tavole fuori testo Lingua: Italiano Misure: 15 x 23 x 3 cm Formato: Copertina morbida Indice del testo: Il nuovo "Artiglio" - Si ritorna all'"Egypt" - Dramatis personale - L'arduo compito - Il primo attacco - "Fiffaty-fiffaty - Infilando l'ago - Tempesta e tragedia - Un ponte e' giu' - Cambiamento d'alloggio - Il ponte di passeggiata - Il "miccio" - Galloni d'oro e mani nere - Disastro - Vicini alla meta - La stanza del tesoro e' aperta - La fine del 1931 - L'oro dell'"Egypt" - Addio "Artiglio" - Old England. Indice delle tavole: 1. IL COMM. QUAGLIA CON DUE SBARRE D'ORO DELL' EGYPT 2. IL NUOVO ARTIGLIO IN ALTO MARE 3. MARIO RAFFAELLI, PRIMO PALOMBARO E UFFICIALE DI RICUPERO, CHE RISALE DOPO UN'ISPEZIONE ALL'EGYPT 4. SUL NUOVO ARTIGLIO 5. L'EQUIPAGGIO DELL'ARTIGLIO(1931) 6. IL CAPO 7. IL CAPORALE 8. UN CONTERRANEO DI CRISTOFORO COLOMBO 9. LA DEMOLIZIONE DELL'EGYPT. LA BENNA CHE SOLLEVA IL TETTO DI UNA CABINA 10. SI PORTANO SU I ROTTAMI DELL'EGYPT: LA BENNA VISTA DA VICINO II. ASPETTO DELL' EGYPT DOPO CHE FURONO ASPORTATI I PONTI E LE STRUTTURE SOPRA LA STANZA DELL'ORO 12. I MANOVRATORI DEL VERRICELLO AL LAVORO SUL CASTELLO DI PRUA 13. AUGUSTO 14. SI ASSORTISCONO BIGLIETTI DI RUPIE A BORDO DELL'ARTIGLIO 15. MENTRE SI ASPETTA L'ORO: IL COMM. QUAGLIA (SUL DAVANTI) E IL CAPITANO BECK 16. L'ORO! L'ORO! 17. COME FUNZIONA LA BENNA 18. LA BENNA TORNA A BORDO DOPO ESSERE DISCESA NELLA STANZA VALORI 19. LA BENNA COME ARRIVA ALLA SUPERFICIE CHIUSA ENTRO LA CASSA ESTERNA 20. COME L'ORO FU ASPORTATO DALL'EGYPT 21. GIOVANNI LENCI ESCE DALLA TORRETTA DOPO AVER MANDATO SU LA PRIMA SBARRA D'ORO 22. CON SBARRE D'ORO E CON UNA STERLINA DELL'EGYPT 23. L'ORO RICUPERATO IL PRIMO GIORNO 24. LA LAVATURA DELLE STERLINE L'Artiglio era una nave recuperi a vapore (Piroscafo) della società armatrice SO.RI.MA (Società Ricuperi Marittimi) di Genova fondata l' 11 ottobre 1926 dal commendatore Giovanni Quaglia con capitale sociale di 1.309.500 lire, che cessò l' attività intorno al 1960. La SO.RI.MA. che era nata per il recupero dei carichi delle navi affondate dagli austro-tedeschi durante la Prima guerra mondiale aveva una discreta attività se già nel 1927 si era assicurata l'esclusiva delle allora modernissime attrezzature fabbricate dalla tedesca Neufeldt & Kuhnke per lavori fino a -40m di profondità, e nel 1928 stipulato la convenzione, approvata dal Senato del Regno, per l'esclusiva del recuperi dei carichi dalle navi affondate durante la guerra, per dieci anni. Storia Era la nave ammiraglia di una piccola flotta di cui facevano parte anche le unità Rostro, Raffio e Arpione, costituita da ex pescherecci e navi militari di piccole dimensioni reperite sul mercato internazionale, adibita al recupero di navi affondate prevalentemente durante la Prima guerra mondiale e successivamente della Seconda guerra mondiale. L'equipaggio era costituito di esperti palombari viareggini come Aristide Franceschini, Alberto Bargellini, Guido Martinelli, Mario Raffaelli, Raffaello Mancini, Fortunato e Donato Sodini, Giovanni Lenci e Carlo Dominici. La flotta era equipaggiata con attrezzature innovative e all'avanguardia per l'epoca. Grazie al dinamismo del suo armatore che comprò il primo moderno e funzionante scafandro a pressione atmosferica, ed assecondava l'inventiva di Alberto Gianni, che, con le sue capacità tecniche e grazie all'esperienza propria e dei colleghi, realizzò delle modifiche alle attrezzature tedesche di cui avevano l'esclusiva, rendendole più sicure. Inventò varie benne e attrezzature per i recuperi dei carichi e, come è noto inventò la camera di decompressione e la torretta butoscopica, quest'ultima determinante per i recuperi ad alta profondità, allora ancora troppo rischiosi per i palombari dotati delle classiche attrezzature troppo pesanti ed ingombranti. Tra i primi recuperi effettuati, vi è da ricordare quello del piroscafo inglese Washington, che faceva parte di un convoglio proveniente dagli Stati Uniti d'America, e diretto, presumibilmente, verso La Spezia. Il convoglio fu attaccato tra Camogli e Portofino, da un sommergibile tedesco che lo colpì con un siluro. La cronaca del tempo racconta che l'affondamento non fu immediato, e che tutto l'equipaggio riuscì a salvarsi ad eccezione di una delle due mascotte di bordo, un gatto che impaurito scappo dalla parte sbagliata. Il recupero del carico del Washington, che durò tre anni, vide l'impiego di attrezzature moderne e sofisticate studiate per l'occasione che permisero di recuperare da -80/-90 metri di profondità, quasi l'intero carico della nave costituito da materiali ferrosi grezzi e lavorati e da materiale ferroviario smontato proveniente dagli Stati Uniti d'America. La cronaca dell'epoca dette molto risalto alla notizia del recupero. La nave Artiglio in particolare assurse con grande clamore alle cronache internazionali del tempo per essere stata inviata, su incarico dei Lloyd's di Londra, nell'oceano Atlantico, al largo del Mare di Brest, alla ricerca del piroscafo transatlantico SS Egypt, battente bandiera inglese, che trasportava un prezioso e consistente carico di monete e lingotti d'oro, destinato alle banche dell'India, allora ancora colonia inglese. A seguito dei vari clamorosi fallimenti di altre importanti società di recuperi inglesi ed olandesi, il contratto di ricerca e recupero venne così offerto alla SO.RI.MA. di Genova. Al comando delle operazioni vi era il capo palombaro Alberto Gianni. Il relitto dell'Egypt venne individuato il 29 agosto 1930 a una profondità di circa -130 mt ma il maltempo invernale obbligò a rinviarne il recupero alla primavera successiva. Nel frattempo quindi l'Artiglio venne inviato presso l'isola di Belle Île, nel nord ovest della Francia per effettuare il recupero della nave Florence carica di un ingente quantitativo di esplosivi ed affondata nel 1917 davanti al porto ostruendone il passaggio. Durante le fasi di demolizione della Florence, si suppose erroneamente che l'esplosivo, immerso da più di 13 anni, non fosse reattivo, quindi a seguito dell'azione di una carica demolitrice anche il carico bellico che la nave conteneva esplose. La nave Artiglio, posizionata per il fatale errore di valutazione ad una distanza insufficiente, fu distrutta dall'esplosione e trascinata sul fondo. In questo tragico incidente morì gran parte dell'equipaggio, tra cui i palombari Alberto Gianni, Aristide Franceschi e Alberto Bargellini tutti originari di Viareggio. Artiglio II In seguito per poter recuperare il tesoro dell'Egypt, il commendator Quaglia armò in tutta fretta una seconda nave, originariamente iscritta con il nome Maurétanie, e rinominandola con lo stesso nome Artiglio, la quale venne tuttavia, per distinguerlo, sempre chiamata "Artiglio II". Con questa nave, riarmata e ristrutturata dall'equipaggio della SORIMA, in gran parte attrezzata con il materiale recuperato dall'Artiglio, finalmente, grazie anche alle invenzioni e alla organizzazione lasciata da Alberto Gianni, e a fronte di enormi sacrifici da parte dell'equipaggio nelle acque burrascose al largo di Brest, venne finalmente recuperato tutto il tesoro dell'Egypt, in gran parte costituito da monete, barre e lingotti d'oro nonché numerose barre d'argento. Il recupero avvenne ad una profondità per l'epoca ritenuta impossibile da raggiungere da dei palombari, i quali utilizzarono la famosa torretta butoscopica inventata dal Gianni calata a -130 metri per dirigere i lavori delle benne manovrate a bordo dell'Artiglio. Tale avvenimento è stato un fatto di grande prestigio per l'Italia acclamato in tutto il mondo da capi di stato e di governo di quegli anni. Giovanni Quaglia Il commendatore Giovanni Quaglia, uomo dotato di grande capacità imprenditoriale e lungimiranza, è stato il precursore di tutte le attività navali di recupero ed operazioni subacquee ad alta profondità moderne. Grazie a lui tutte le compagnie petrolifere e le forze navali del mondo si sono poi dotate di mezzi e attrezzature che seguono la filosofia operativa dell'Artiglio e della SO.RI.MA da lui fondata e diretta, società con la quale portò a termine innumerevoli recuperi e operazioni marittime, e che grazie ai suoi continui successi era considerata la migliore e più competitiva in assoluto a livello mondiale. È stato anche il primo armatore italiano ad allestire una flotta di petroliere. Purtroppo venne anche indicato come una persona di pochi scrupoli e che non rispettò gli impegni con i palombari e gli equipaggi che tanto gli avevano fatto guadagnare in prestigio e in denaro, non elargendo i premi e i compensi adeguati promessi, anche con la complicità del regime fascista, grazie al quale riusci ad eludere le richieste sindacali da parte della allora confederazione marittima. David Scott A bordo dell'Artiglio viveva anche il giornalista e scrittore David Scott, inviato speciale del Times che spediva puntualmente articoli da bordo via radio alla redazione e che nel tragico giorno dell'affondamento era a terra, ma era presente durante la campagna del recupero del tesoro dell'Egypt, e di cui ne descrisse dettagliatamente tutte le fasi. Molto legato a tutto l'equipaggio scrisse in seguito diversi libri che ebbero un notevole successo internazionale sugli avvenimenti relativi alla compagnia SORIMA, contribuendo così a creare il mito dei palombari italiani. I libri da lui scritti sono un punto di riferimento importante per appassionati e storici, perché sono così disponibili numerose e dettagliate informazioni delle vicende storiche legate al mondo dei palombari italiani di quel periodo. Viareggio In ricordo della nave e dei palombari viareggini periti, nella città di Viareggio è stata istituita la fondazione "Artiglio" che ogni anno elargisce un premio a chi si sia distinto nel mondo della subacquea, dello studio e della protezione dell'ambiente marino, ed inoltre è stato dedicato il nome all'Istituto Tecnico Nautico Statale "Artiglio" Dal 1966 in città opera il "Club Subacqueo Artiglio" che prese tale nome in ricordo di quelle fantastiche imprese e il locale museo della marineria ha un'ampia sezione dedicata alle gesta dei palombari viareggini e di attrezzature subacquee messe a disposizione dai soci del club. _______________ Nel mio libro "coi palombari dell'Artiglio" io ho raccontato la storia del vecchio Artiglio, dal giorno in cui lo vidi per la prima volta a Belle-Ile, nell'estate del 1928, fino alla sua tragica fine nella Baia di Quiberon, il dicembre del 1930. Ho scritto di quei bravi palombari italiani, di Gianni, l'uomo fermo e deciso, del gagliardo Franceschi, del loro giovane discepolo Bargellini e di altri membri dell'equipaggio che lavoravano, giuocarono e alla fine perirono insieme. Come ho detto in quel libro, "coloro che morirono gettarono una buona base per l'opera dei successori. I superstiti la condurranno avanti". Questo libro dice la storia del secondo "Artiglio", che eredito' il nome dell'altro, ma non deve essere chiamato "Artiglio II", che non gli porti sfortuna. Dice come i superstiti abbiano "condotto avanti" l'opera iniziata dai loro compagni; come un'altra squadra di palombari, piu' giovani e, a prima vista, meno impressionanti, ma a lungo andare non meno bravi della squadra di Gianni, abbia ripreso, e, dopo una lunga lotta contro ogni avversita' portato a termine il tremendo compito, incominciato dai loro predecessori, di ricuperare l'oro e l'argento della carcassa dell'"Egypt", della Società Peninsulare e Orientale, affondata in 122 metri d'acqua nella Baia di Biscaglia, a 30 miglia dalla costa. Nella storia dei ricuperi marittimi questo e' stato il piu' grande successo raggiunto fino ad ora, e forse, per molti rispetti, il piu' grande che potra' mai essere raggiunto da esseri umani negli abissi degli oceani. Coloro a cui lo si deve, come pure i loro amici, possono bene andare orgogliosi. Io sono vissuto ininterrottamente a bordo dell'"Artiglio" per assistere ai lavori di ricupero, nei sei mesi del 1931, durante i quali i palombari si sono aperta la via, a furia di esplosivi, fino al reparto dell'"Egypt" contenente i lingotti; e poi dalla ripresa dei lavori nel 1932, fino al 27 giugno, quando il primo oro ricuperato fu portato a terra, a Plymouth. Io debbo ringraziare i proprietari del Times per avermi permesso di riprodurre in questo libro alcune illustrazioni e di far uso di articoli e telegrammi gia' comparsi sul giornale. SI ACCETTA LA PROPOSTA D'ACQUISTO!!! Pagamento: Paypal / Bonifico / Vaglia Postale Spedizione: Raccomandata / Pacco Ordinario / Celere / Corriere Contattatemi per informazioni sull'oggetto e richieste sulla spedizione! |