La Mostra Etnografica, era ospitata in due palazzi, il Palazzo delle Scuole e il Palazzo delle Maschere e del Costume: preceduta da un enorme lavoro di ricerca e di schedatura finalizzato alla costituzione del nuovo Museo Nazionale di Etnografia Italiana che nelle intenzioni di Lamberto Loria avrebbe enormemente favorito gli studi in campo folklorico, era articolata in sezioni. Fra queste una era riservata all'oreficeria, ad una collezione di stecche da busto intarsiate, a mobili, bastoni, coltelli e oggetti d'uso della vita dei pastori, un'altra sezione, nello stesso Palazzo, era dedicata a modelli di carri e macchine per processione, ai presepi, a oggetti relativi alla religiosità popolare, agli ex voto, agli amuleti della collezione di Giuseppe Bellucci, ai tatuaggi, ai pani e ai dolci rituali.
Una sezione ancora era riservata alle insegne di venditori e di spettacoli popolari, alle ceramiche, ai tessuti e merletti con i rispettivi strumenti di lavoro, ai giocattoli. Nel Palazzo del Costume erano invece visibili i costumi e le maschere delle varie regioni indossati da centinaia di manichini di legno, intagliati dallo scultore fiorentino Aristide Aloisi su scenografie elaborate dai pittori Galileo Chini e Giovanni Costantini. In mostra anche l'iconografia popolare curata da Francesco Novati e da Achille Bertarelli con la raccolta di stampe popolari e la biblioteca di letteratura popolare di Alessandro d'Ancona e Salvatore Salomone Marino