Alcuni degli editori per i quali ho scritto o disegnato sostengono che una bella copertina è capace di far impennare le vendite d’una percentuale che può arrivare fino al quaranta per cento. Pare che la cosa funzioni per un libri e riviste come anche per il cinema tramite l’immagine del manifesto. Il principio doveva essere noto anche in passato perché certi libri antichi verrebbe voglia di acquistarli subito appena vista la copertina (se non fosse che oggi, come allora, c’è il deterrente del prezzo). Quante volte m’è capitato di gettarmi a sfogliare un libro attratto da una splendida immagine di copertina per restare deluso dalla mediocrità delle figure interne. Il libro Jeanne d’Arc delle edizioni Boivin di Parigi, illustrato da Octave Denis Victor Guillonnet su testi di Frantz Funck Brentano si presenta con una delle copertina più belle che io conosca e per fortuna mantiene la promessa ad ogni pagina. Sulla campitura in tela beige battuta a secco si staglia Giovanna, docile se pure in armatura, atteggiata come Gesù crocifisso, inserita dentro ad una croce fiorita di gigli di Francia dorati; la croce evoca la silhouette della spada rivolta verso il basso, i fiori richiamano le fiamme del rogo. Un’immagine di imitatio Christi commovente, col destino della ragazza già dichiarato prima di aprire il volume. Poco importa l’incertezza anatomica con cui viene delineata la mano destra della figura, così come non convince la forma della corazza tra l’ascella e la spalla; dettagli di poco conto nell’ efficacia della composizione generale. Nell’ angolo in alto a destra, tra titolo e croce, un cartiglio riporta le date di nascita e morte di Giovanna, 1412 e 1431. L’impatto di quella copertina è fortissimo tanto è delicato il tema affrontato ( 1 ).
Guillonnet ( 1872 – 1967) era un dotato pittore che trovò la strada dell’arte applicata diventando celebre come decoratore d’interni – anche all’ estero – ed in minor misura come illustratore. Tra i suoi insegnanti vi fu Fernand Cormon che gli trasmise la passione per la drammatizzazione dei soggetti storici. All’ epoca del libro in questione Guillonnet era già attivo come illustratore: nel 1910 aveva relizzato le tavole per L’Aiglon e Chantecler, entrambi di Edmond Rostan ma non aveva agito da solo e la gloria era stata condivisa con altri artisti. Inoltre le illustrazioni, in bianco e nero o in bicromia, non rendevano piena giustizia al suo operato. Un anno prima gli erano stati affidati L’Arlesienne e La mule du Pape di Alphonse Daudet, sempre in bianco e nero ma con dorature. Lavori raffinatissimi, peccato però che l’edizione fosse brossurata e dotata di sole 27 tavole. Finalmente giunge l’occasione per dimostrare tutta la bravura – ed anche un certo guizzo di genio – di cui era capace, con un volume di lusso su Giovanna d’Arco. Il libro venne mandato alle stampe nel 1912 in occasione del quinto centenario della nascita nella Santa, caduto pochi anni dopo la sua canonizzazione, avvenuta nel 1909, poi fu ristampato dopo la definitiva santificazione e la proclamazione a patrona nazionale (1920) e nel 1931 per i cinquecento anni dalla sua morte. Il testo è opera di Frantz Funk Brentano, uno storico francese conosciuto per essere stato uno dei curatori della biblioteca dell’Arsenale di Parigi.