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Scheda del Libro Autore: Miriam Mafai [1926-2012] Titolo: Il lungo freddo. Storia di Bruno Pontecorvo, lo scienziato che scelse l'URSS Editore: CDE (su licenza Arnoldo Mondadori) Anno: 1993 Copertina: Rigida con sovracoperta Pagine: 318 Stato di conservazione: Come Nuovo Contenuto: Roma, pomeriggio del 29 agosto 1950. In un garage di piazza Verdi uno sconosciuto consegna al meccanico un'auto sportiva Vanguard per la revisione. Passerà a ritirarla, dice, il giorno dopo. Da allora fino al 4 marzo 1955, data della sua ricomparsa a Mosca, dell’uomo si perde ogni traccia. Si chiamava Bruno Pontecorvo, aveva trentasette anni, un sorriso accattivante e l'aspetto di un uomo abituato a vivere molto all’aria aperta. Era invece un fisico e aveva consumato la maggior parte delle sue giornate nel chiuso di un laboratorio, a Roma con Fermi, a Parigi con Joliot-Curie, a Montreal e a Harwell con Lord Cockroft per studiare i misteri del nucleo e delle particelle elementari. In altri tempi la sua sparizione sarebbe stata considerata un fatto puramente privato, ma da quando, il 6 agosto 1945, la prima bomba atomica era scoppiata su Hiroshima, la politica e la scienza militare si erano impadronite dei laboratori e degli scienziati che vi lavoravano, mettendone sotto controllo la vita, gli esperimenti, i pensieri. Quanto valeva, in quel momento, Bruno Pontecorvo? Conosceva o no la formula della bomba atomica? Di quali segreti era entrato in possesso? Perché aveva deciso di fuggire in URSS? Di che cosa si sarebbe occupato nella segretissima città di Dubna? Miriam Mafai ha ricostruito questa vicenda grazie a innumerevoli testimonianze, tra cui quella dello stesso Pontecorvo che per la prima volta ha accettato di parlare. Il lungo freddo è la storia, umana e intellettuale, di un grande scienziato che ha attraversato i drammi del secolo mettendo la sua vita e la sua intelligenza al servizio dell’ideale del comunismo. Ma è anche, in maniera emblematica, la prima storia di una generazione che fece della sua scelta politica una religione e subì il «lungo freddo» di un mondo diviso in due blocchi contrapposti. E oggi, dalle macerie di quel mondo, tenta un doloroso esame di coscienza. |