FLOS
Anno: 1971
Design: Achille Castiglioni (da un’idea di Pio Manzù)
Tipologia: sospensione
Sorgente luminosa: max 150 W E27 R125 IA/S (non inclusa)
Materiali: elastomero, acciaio
Colore: nero
Dimensioni: cm 58 (corpo), cm 11 (peso a terra), cm 400 max (cavo sospensione)
Ambientazione: interni
Voltaggio: 230
Peso: 3,6 Kg
Descrizione:
Lampada a luce diretta. Il movimento verticale del corpo
illuminante è ottenuto mediante lo scorrimento di un tubolare di acciaio
sagomato, verniciato a liquido o nichelato, su un cavetto di acciaio teso tra
il plafone e pavimento (lunghezza utile mm 4000). Testa dell’apparecchio in
elastomero stampato ad iniezione di colore nero. Regolazione del flusso luminoso tramite dimmer a terra.
(Catalogo Flos)
"La prima idea della Parentesi è di Pio Manzù, - afferma Achille Castiglioni nel 1988 - che aveva pensato ad un'asta fissa verticale e a una scatola cilindrica con una fessura per la luce, che andava su e giù: per fermarla ci voleva una vite. Ho sostituito l'asta con una corda metallica che, deviata, fa attrito e permette alla lampada di stare in posizione senza bisogno di alcuna vite". Suggerita quindi da uno schizzo di Pio Manzù - scomparso prematuramente nel 1969 - la lampada Parentesi è essenzialmente costituita da un cavo di acciaio inossidabile, appeso al soffitto e tenuto in tensione da un basamento a terra, lungo il quale scorre un tubolare portalampada. L'attacco al soffitto del cavo avviene per mezzo di un gancio ad espansione in acciaio con copriperno cilindrico in plastica nera (tutti elementi in commercio), mentre l'ancoraggio a pavimento si attua mediante un contrappeso cilindrico in piombo, rivestito dì gomma nera; l'altezza da terra (massima 400 cm) è regolata da un gancio tenditore in acciaio (da barca). Un tubo in acciaio sagomato (cromato o verniciato) - dalla cui configurazione arcuata deriva il nome di "parentesi" - sorregge un giunto di gomma ruotante, su cui è fissato il portalampada, comprensivo del filo elettrico di alimentazione, per uno spot da 150 watt. Lo scorrimento di tale tubo saliscendi ha luogo per semplice pressione della mano, in quanto è sostenuto dall'attrito radente che si viene a creare lungo il tensore, impedendone lo scorrimento, una volta posizionato dove si desidera. All'estremità dell'elemento, due tappi di chiusura forati consentono il passaggio della corda metallica. Il congegno rende così possibili infiniti spostamenti del fascio luminoso, grazie anche alla orientabilità della lampada: la luce può costruire uno spazio, senza ostruirlo. (…)
• Raffaella Crespi, Parentesi, "Ottagono", 1970,18, settembre, pp. 92-95; red., Lampade molto diverse, in "Domus", 1971, 497, aprile, p. 33; Paolo Fossati, // design in I-talia 1945-1972, Einaudi, Torino 1972, p. 126; Ken Carlson, At Long Last Light ...to buy in Britain, in "Harpers & Queen", 1977, july, pp. 64-66; "Esquire & Derby", 1980, agosto-settembre, pp. 71-72; Achille Castiglioni, Design e allestimenti, in "L'architettura", 1988, novembre, p. 827; Silvia Giacomoni e Attilio Marcolli, Designer italiani, Idealibri, Milano 1988, pp. 148-149; Stefano Casciani, Design italiano nei musei dei mondo, catalogo della mostra. Abitare Segesta, Milano 1998, pp. 50-51; Herman. Meijer, Flashback, Parentesi, in "Frame", 1999.
(Sergio Polano, Achille Castiglioni 1918 - 2002, pag 278, Electa, Milano, 2001)
Riconoscimenti: Compasso D’oro, Milano, 1979