Arte Africana Statua Dogon 2222

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Rif: sf-2222

altezza: 39 cm

Descrizione del prodotto

Statua Dogon del Mali. Vecchio pezzo di oltre 50 anni.

I Dogon sono un popolo del Mali, Africa occidentale. La loro popolazione totale in Mali è stimata in 700.000 persone. Occupano la regione, chiamata Paese Dogon, che va dalla scogliera di Bandiagara a sud-ovest dell'ansa del Niger. Alcuni Dogon si sono stabiliti nel nord del Burkina Faso, altri si sono stabiliti in Costa d'Avorio.

I Dogon sono soprattutto agricoltori (soprattutto miglio) e fabbri. Sono rinomati per la loro cosmogonia e le loro sculture. La lingua parlata dai Dogon è il Dogon che riunisce diversi dialetti. Esiste anche un linguaggio segreto, il sigi so, un linguaggio riservato alla società delle maschere. I Dogon sono legati all'etnia Bozo attraverso una parentela scherzosa (chiamata sinankunya in Mali). Dogon e Bozo si prendono in giro a vicenda, ma, allo stesso tempo, si devono reciprocamente assistenza.

 

in Mali, i Dogon sono gli eredi di una tradizione artistica etnica eccezionale: ogni opera d'arte testimonia sia l'intimità delle famiglie - le opere non sono destinate ad essere viste ma anzi custodite nell'oscurità delle case, come nel santuario - sia la rappresentazione di una cosmogonia unica che struttura la vita quotidiana come il ritmo e i rituali delle cerimonie sociali o iniziatiche.


Cosmogonia e organizzazione sociale

Dogon o Hebbe significano letteralmente "pagano"; o colui che rifiuta di integrarsi nell'Islam.
i Dogon adorano il dio Amma. Amma secondo la loro cosmogonia aveva l'aspetto di un uovo.
Le statue Dogon presentano sempre teste ovoidali a significare questo Dio del cielo.
Amma è associata a otto antenati, che rappresentano la gerarchia di una società costruita su un modello patriarcale.
Questi otto antenati corrispondono a una professione e a colori specifici:
Fabbro e vasaio – rosso e blu
Contadino – bianco e verde
Scultore - arancione
Ballerina – bianca
Commerciante – nero
Il Maestro della Parola/Tessitura – Verde.

Maschere Dogon e Statuaria

Associate al culto degli antenati, le maschere Dogon realizzate in ricordo dei defunti - maschera Sirige, maschera Kanaga, sono spesso accompagnate da maschere zoomorfe la cui funzione è quella di proteggere i vivi recuperando la forza vitale di esseri o animali scomparsi. A differenza delle statue, queste maschere sono scolpite da non specialisti.
La scultura delle statue appartiene al fabbro che esegue in pubblico lavori la cui qualità dipende dalla ricchezza di chi effettua l'ordine.


Arte africana, maschera africana

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I Dogon sono soprattutto agricoltori (soprattutto miglio) e fabbri. Sono rinomati per la loro cosmogonia e le loro sculture. La lingua parlata dai Dogon è il Dogon che riunisce diversi dialetti. Esiste anche un linguaggio segreto, il sigi so, un linguaggio riservato alla società delle maschere. I Dogon sono legati all'etnia Bozo attraverso una parentela scherzosa (chiamata sinankunya in Mali). Dogon e Bozo si prendono in giro a vicenda, ma, allo stesso tempo, si devono reciprocamente assistenza. in Mali, i Dogon sono gli eredi di una tradizione artistica etnica eccezionale: ogni opera d'arte testimonia sia l'intimità delle famiglie - le opere non sono destinate ad essere viste ma anzi custodite nell'oscurità delle case, come nel santuario - sia la rappresentazione di una cosmogonia unica c