UNA LETTERA ALL'ALBA
(Cocaïne)

di Giorgio Bianchi - 1948

con Fosco Giachetti, Jacques Sernas, Olga Villi, Lea Padovani

fotobusta originale 35x50 cm

pieghe, fori di puntine, lievi difetti, come da foto

Carlo ha avuto in gioventù una relazione amorosa con una ragazza, Anna, che poi ha abbandonato. Dalla relazione è nato un figlio di cui Carlo ignora l'esistenza fino al giorno in cui Anna, morente, fa appello al suo cuore di padre. Carlo promette di vegliare sul figliolo adolescente. Ne segue infatti le tracce e riesce a sapere che suo figlio Mario è uno spacciatore di cocaina. Carlo, che esercita il traffico all'ingrosso si reca da un'intermediaria, una vecchia contessa, e le ordina di non fornire più a Mario la droga. Mario è disperato: un mascalzone, amico della contessa, gli propone di derubare quest'ultima, che ha in casa molto denaro. Mario dapprima rifiuta poi acconsente. Una sera s'introduce di soppiatto nell'appartamento della contessa: la mattina dopo la contessa viene trovata assassinata. Su Mario si appuntano i sospetti della Polizia. Carlo, convinto dell'innocenza del figlio l'induce a costituirsi. Nuovi elementi, emersi durante il processo, permettono d'identificare l'assassino: è il falso amico della contessa che ha teso un tranello infame al giovanotto. Carlo fa imbarcare Mario, prosciolto, su un peschereccio perché possa rifarsi una vita ma, conscio di essere il vero responsabile dei trascorsi del figlio, non ha il coraggio di rivelarsi a lui come padre.