The Agontano was the currency used by the Italian Maritime
Republic of Ancona from the 12th to the 16th centuries during its golden age.
It was a large silver coin of 18-22mm in diameter and a weight of 2.04-2.42
grams, of roughly equivalent value to the Milanese Soldo.
Origin
The first reports of Ancona's medieval coinage begin in the
12th century when the independence of the city grew and it began to mint
coinage without Imperial or papal oversight. According to some traditions the
city began minting currency by concession of the Byzantine Empire, following
the fidelity demonstrated during the siege of 1173,which also lead to the
city's acquisition of its flag of the gold cross on a red field. This story may
be doubtful as records for it are late and not supported by contemporary
sources.
The coin, also called "Grosso Agontano", was a
great success and its type was imitated in other cities of Marche and also in
Emilia-Romagna, Tuscany, Lazio and Abruzzo. For example, coins of Massa
Marittima, Ravenna, Rimini, Volterra, Pesaro and Ferrara show a marked
influence from Ancona.
Gold Agontano
Later and less famously Ancona began minting a gold Agnoto
coin, also known as the Ancona Ducat. Specimens of this coin have survived from
the 15th and 16th centuries, until the city's loss of independence in 1532.
Appearance
On the obverse the Agontano displays a cross enclosed by a circle around which is the inscription DEA RIMINO. On the reverse is represented St.Cyriacus, protector of the city, dressed as a Greek bishop. Around this is the inscription P.P.S. QUIRIACUS. The saint's head, with the halo, interrupts the circle that encloses the rest of the body.
L'agontano o grosso agontano è stata una moneta del libero comune di Ancona durante il basso medioevo, nel XIII e nel XIV secolo. Era un grosso d'argento con lega di 965 millesimi ed aveva il diametro di 18-22 millimetri e il peso di 2,04-2,42 grammi. Il valore era di un soldo.
Le prime notizie sulla monetazione di Ancona medievale sono del XII secolo. La città iniziò a battere moneta non per concessione imperiale o papale, bensì per decisione autonoma. Secondo alcune tradizioni[2] la città batteva moneta su concessione dell'Impero bizantino, in seguito alla fedeltà dimostrata durante l'assedio del 1173, ma la notizia è tarda e non supportata da fonti. La moneta, detta anche "grosso agontano", ebbe un grande successo e fu imitata in tutte le Marche ed anche in Emilia-Romagna, Toscana, Lazio ed Abruzzo. Zecche che emisero imitazioni furono ad esempio quelle di Ascoli, Atri, Bologna, Camerino, Chieti, Civitaducale, Massa Marittima, Ravenna, Rimini, Volterra, Pesaro, Ferrara.
Meno conosciuto di quello in argento, esistette anche l'agontano in oro; chiamato anche ducato, se ne ha notizia da documenti del sec. XIV, ma gli esemplari a noi conservati sono del periodo a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Fu emesso durante i pontificati di Paolo II, Sisto IV, Innocenzo VIII, Alessandro VI, Giulio II, Leone X, Adriano VI.
Sul dritto l'agontano presenta una croce patente racchiusa da un cerchio intorno al quale è la scritta DE ANCONA. Sul rovescio è rappresentato San Ciriaco, protettore della città, in abiti da vescovo greco, con pastorale e in gesto di benedire; intorno ad esso è la scritta P.P.S.QUIRIACUS. La testa del santo con l'aureola e le gambe interrompono il cerchio che racchiude il resto del corpo.
L'abbreviazione PPS Quiriacus è interpretata Perpetuus Patronus Sanctus Quiriacus, ma c'è stato anche chi ha letto Sanctus Quiriacus Papa de Ancona (iniziando a leggere dalla lettera S)
Per i seguenti caratteri si distingue dalle altre monete emesse dalla zecca anconitana.
Si distingue dal grosso primitivo di Ancona (seconda metà del XIII secolo) perché quest'ultimo sul rovescio ha la legenda incompleta "P. P. S. QVIRIA" e nel campo non ha l'immagine del santo, ma le tre lettere finali della legenda: "C V S" poste attorno ad un piccolo globo; inoltre il grosso primitivo aveva un diametro leggermente più piccolo (18-19 millimetri) e un peso inferiore (1,28-1,30 grammi).
Si distingue dal denaro di Ancona (seconda metà del XIII secolo - XIV secolo) perché quest'ultimo non era in argento, ma in mistura ed aveva un diametro leggermente più piccolo (15-17 millimetri) e un peso nettamente inferiore (0,50-0,75 grammi); inoltre anch'esso, come il grosso primitivo, aveva sul rovescio una legenda in cui il nome di San Ciriaco non era completo, in quanto le ultime tre lettere erano poste nel campo attorno ad un globetto. Nel XIV secolo, in alcuni casi, il denaro di Ancona aveva sul dritto una lettera "A" a completamento della legenda "ANCON" oppure, inserita nella legenda del dritto, era rappresentato il cavaliere armato dello stemma cittadino.
Si distingue dal bolognino di Ancona (XIV secolo), anch'esso in argento, perché quest'ultima moneta, pur avendo un diametro all'incirca uguale a quello dell'agontano (18 millimetri), il suo peso era nettamente inferiore (0,7-1,1 grammi). Inoltre il bolognino di Ancona aveva sul dritto, nel campo, una lettera "A" a completamento della legenda "DE ANCON" e sul rovescio, nel campo, le lettere "ACVS" a completamento della legenda "P.P.S.QVIRI". In altri casi il bolognino di Ancona aveva sul dritto, nel campo, il cavaliere armato dello stemma cittadino e la legenda "DE ANCONA" e, sul rovescio, una lettera "A" con la legenda P.P.S.QUIRIACUS.