Manifesto originale,
condizioni perfette, piegato
cm 100 x 68

Storia d'Italia - Fonti - 1921 - Fascismo

Il manifesto si inserisce nel clima di fortissima tensione politica e sociale del "Biennio Rosso" / "Biennio Nero" (1919-1922) e fa riferimento specifico alle violente tensioni tra fascisti e movimento operaio a Trieste verso la fine del 1921.

Tra l'autunno e l'inverno del 1921, la Venezia Giulia (e Trieste in particolare) fu teatro di continui scontri a fuoco, attentati e aggressioni tra le squadre d'azione fasciste del Fascio di Combattimento locale e le organizzazioni operaie, sindacali e socialiste. Un fatto di sangue o l'uccisione di un operatore/militante generò forte scalpore in città.
In risposta alle violenze e alle uccisioni a opera dei fascisti, la Camera Confederale e Sindacale proclamò uno sciopero di protesta dei tipografi e lavoratori della stampa (Lavoratori del Libro). Durante lo sciopero venne diffuso un manifesto di denuncia che accusava esplicitamente le camicie nere del delitto.
Il documento in foto è la contromossa propagandistica del Partito Nazionale Fascista (PNF).

PARTITO NAZIONALE FASCISTA

SEZIONE DI PESARO

In risposta serena al manifesto pubblicato dalla Camera Confederale e Sindacale concernente lo sciopero dei Lavoratori del Libro, manifesto nel quale con assoluta irresponsabilità si accusano i fascisti del delitto di Trieste, pubblichiamo il pensiero dei nostri compagni redenti che serva ancora una volta come palese dimostrazione dell'inconscienza di chi accusa senza averne le prove, al solo scopo di istigazione che noi non raccogliamo:

Il Partito Nazionale Fascista sente l'impegno morale di dire un'alta parola di deplorazione.

Cosciente della sua funzione, rivolta alla salvaguardia dei valori nazionali, nell'ordine e nella legge, il Partito Nazionale Fascista aveva impegnato con senso di umano civismo la battaglia contro i sovvertitori della vita civile. Purtroppo, ad opera degli elementi rivoluzionari che inquinano la nostra città, l'esasperazione delle passioni ha prodotto fatalmente la sua vittima.

E poichè non cessa la propaganda dell'odio, poichè non cessano gli attentati al sereno svolgersi della operosità cittadina, il Partito Nazionale Fascista, mentre compiange la vittima e dinnanzi alla sua tomba reverente si inchina, richiama ancora una volta la cittadinanza alla considerazione delle gravi responsabilità che pesano su coloro che di una competizione economica hanno fatto una questione eminentemente politica. E di fronte agli attentati diretti soprattutto contro i pubblici ritrovi, ai danni di persone innocenti, invita la città a sopportare ancora questa fase del suo lungo martirio opponendo all'opera di dissoluzione di un gruppo di forsennati la sua fiera dignità e la sua salda fede italiana.

Pesaro, 2 Dicembre 1921.

IL FASCIO DI COMBATTIMENTO DI TRIESTE