Giudicando la propria vita di uomo e l'opera politica, Adriano non
ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo
senso dell'umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a
pensare e servire sino alla fine. "Mi sentivo responsabile della
bellezza del mondo" afferma, personaggio che porta su di sé i problemi
degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e
il metodo, fra l'intelligenza e la volontà. I "Taccuini di appunti"
dell'autrice (annotazioni di studio, lampi di autobiografia, ricordi,
vicissitudini della scrittura) perfezionano la conoscenza di un'opera
che fu pensata, composta, smarrita, corretta per quasi un trentennio.