ANTONIO CORPORA
acrilico  su tela cm.65 X 81  ANNO 1990
 "  LA LUCE IRREALE  "
( da mia COLLEZIONE PRIVATA ) OPERA MUSEALE,
Autentica su foto dell'Artista e timbro a secco studio..
FOTO DICHIARAZIONE autenticita'  DI SUMMA GIOVANNI CURATORE ARCHIVIO
CERTIFICAZIONE GALLERIA IN ROMA ARTE FIDIA
Autentica legittima provenienza (gradito contatto telefonico per INFO 347.5316161)
Opera di qualita' superiore di un grande Maestro della storia dell'ARTE ,
 spedizioni ,ritiro ulteriori foto ecc.) info 347.5316161 ....info
cornice non in vendita solo dimostrativa ....Pesante per essere spedita  ......
 ( Regalo cornice solamente a chi ritira l'opera personalmente zona MONZA )

Nato a Tunisi nel 1909 da genitori di origine siciliana, entra nel 1928 all'"Ecole des Beaux Arts" della sua città; qui studia con Armand Vergeaud, a sua volta allievo di Gustave Moreau e condiscepolo di Matisse, Dufy, Rouault, Marquet. Arriva in Italia nel 1929 e si stabilisce a Firenze, ove frequenta le lezioni di Felice Carena all'Accademia e copia le opere dei grandi maestri nei Musei. Non si trova a suo agio nel clima culturale conservatore della città; nel 1930, dopo una personale a Palazzo Bardi[1], si trasferisce a Parigi.

Qui entra inizialmente in contatto con Léopold Zborowski[2] e completa la sua formazione artistica, in un clima culturale influenzato dalle grandi scuole post-impressioniste, cubiste e 'fauves', e molto diverso da quello italiano coevo, dominato dal Novecento. Continua però a viaggiare e mantiene legami con la Tunisia e l'Italia; incontra Carlo Belli ed entra in contatto nel 1934 con gli astrattisti raccolti attorno alla Galleria del Milione di Milano, come Fontana, Reggiani, Soldati. Nel 1939 tiene al Milione la sua seconda personale in Italia.[3] Nello stesso periodo inizia a collaborare con varie riviste italiane su argomenti di pittura e letteratura, sostenendo vigorosamente le ragioni di un'apertura della cultura italiana ai grandi movimenti del '900 europeo. In quegli anni Corpora dipinge opere figurative, soprattutto paesaggi e nature morte, che alterna, a partire dal 1934, con composizioni astratte; in questi lavori già appare una sensibilità coloristica, di matrice post-impressionista e fauve, che lo accompagnerà in tutta la sua attività.

Torna definitivamente in Italia nel 1945 e si stabilisce a Roma; qui, ospite inizialmente dello studio di Renato Guttuso, partecipa, con le sue opere e con vari scritti, al vivace clima culturale di quegli anni dell'immediato dopoguerra.[4] Corpora dispone, a causa della sua formazione, di una conoscenza di prima mano della pittura francese del '900 unica tra gli artisti dell'epoca[5][6] e si batte, assieme con altri, in favore di un rinnovamento del linguaggio pittorico italiano in senso europeo. Nel 1946 promuove con Guttuso a Roma una mostra "neo-cubista";[7] successivamente partecipa alla costituzione del Fronte nuovo delle arti, con il quale partecipa alla sua prima Biennale di Venezia nel 1948; esempi della sua pittura di quegli anni sono Veduta di città[8] del 1945, La pesca grossa[9] e I lavoratori del mare,[10] ambedue del 1949.

Nel 1951 vince, ex aequo con Zoran Mušič, il "Prix de Paris". L'anno successivo i due artisti tengono una mostra personale alla "Galerie de France" a Parigi; Corpora è presentato da Christian Zervos[11] ed il Musèe Nazional d'Art Moderne ne acquista l'opera Canari, cage et fenêtre.[12]

Alla rottura del Fronte nuovo delle arti, alcuni dei suoi componenti di orientamento non figurativo si fanno promotori di un gruppo più omogeneo che prosegua la lotta per un avvicinamento della pittura italiana alla cultura artistica europea del '900. Finalmente nel 1952 Lionello Venturi, su richiesta di Corpora,[13] accetta di scrivere un breve testo per una pubblicazione[14] che presenta il Gruppo degli Otto (Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova) in occasione della Biennale di quell'anno. Venturi caratterizza questi artisti con la formula critica dell'"astratto-concreto", e sottolinea che essi adoperano quel linguaggio pittorico, che dipende dalla tradizione iniziatasi attorno al 1910 e comprende l'esperienza dei cubisti, degli espressionisti e degli astrattisti. Alla Biennale, Corpora vince il Premio della Giovane Pittura Italiana; una delle sue opere esposte, Alba, viene acquistata dal Ministero della Pubblica Istruzione per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.[15] È degli stessi anni Due Velieri.[16]