Pacifico Sidoli – Coppia di Disegni Accademici: Testa di Apostolo (da Raffaello) – Matita su Carta Vergata, uno con Filigrana Miliani Fabriano
PACIFICO SIDOLI (Bettola 1868 – Piacenza 1963)
Coppia di studi accademici: Testa di Apostolo da Raffaello
Matita su carta vergata — due opere
Le opere
Rara e significativa coppia di disegni a matita su carta vergata di grande formato, eseguiti da Pacifico Sidoli come esercizio accademico di studio dal vero antico. Entrambe le opere raffigurano la medesima testa maschile barbuta e ricciuta, con folta capigliatura mossa e barba a ciocche spiralate, ripresa da due angolazioni leggermente diverse — di tre quarti nel disegno A, più di profilo nel disegno B — secondo la prassi tipica dello studio dal modello in gesso o dall'incisione d'après l'antico, fondamentale nella formazione accademica ottocentesca.
La figura ritratta è con ogni probabilità l'Apostolo Paolo così come compare nella celeberrima Trasfigurazione di Raffaello (1518–1520, Pinacoteca Vaticana): una delle figure più potenti della scena inferiore del capolavoro raffaellesco, avvolto nel mantello e collocato sulla sinistra della composizione, con il braccio teso a indicare la figura di Cristo. Caratterizzato da una testa di straordinaria forza plastica — capelli abbondanti e ricci, barba vigorosa a ciocche annodate, espressione intensa e raccolta — questo soggetto era tra i più copiati nelle accademie dell'Ottocento per la ricchezza e complessità del tratto.
Il segno di Sidoli è sicuro e raffinato: le ciocche di capelli e la barba sono rese con una linea fluida e sinuosa di grande maestria, mentre il volto emerge dal foglio con una solidità plastica degna della fonte michelangiolesca e raffaellesca da cui trae ispirazione.
La filigrana: Miliani Fabriano
Il disegno A reca la filigrana della Cartiera Miliani di Fabriano, una delle più prestigiose manifatture cartarie italiane, attiva dall'Ottocento e ancora oggi in funzione. La loro carta vergata di alta qualità era comunemente usata nelle accademie di belle arti e dagli artisti professionisti dell'epoca, e la presenza di questa filigrana certifica la qualità del supporto e la serietà dell'esecuzione.
Contesto accademico
La Trasfigurazione è un dipinto a tempera grassa su tavola di Raffaello, databile al 1518–1520 e conservato nella Pinacoteca Vaticana. È una delle ultime opere dell'Urbinate. Per secoli è stata considerata da Vasari "la più celebrata, la più bella e la più divina" tra le opere di Raffaello, e le sue figure vennero copiate e studiate instancabilmente da generazioni di artisti in tutta Europa. Eseguire studi da questo capolavoro era un passaggio obbligato nella formazione di qualunque pittore ambizioso, e il fatto che Sidoli abbia prodotto due versioni dello stesso soggetto da prospetti diversi testimonia la serietà e il rigore con cui affrontò questo esercizio.
L'artista: Pacifico Sidoli (1868–1963)
Formatosi a Piacenza presso l'Istituto Gazzola e poi a Parigi, dove fu ammesso al Salon esponendo accanto a Segantini e Previati, Sidoli è uno dei più apprezzati ritrattisti italiani tra Otto e Novecento. Partecipò alla Biennale di Venezia del 1912 e si stabilì definitivamente a Milano nel 1930. I suoi disegni accademici, meno noti dei dipinti ma di grandissima qualità, testimoniano la solidità della sua formazione classica.
Stato di conservazione
I fogli presentano le consuete tracce del tempo: lievi ondulazioni e segni di pieghe, compatibili con la loro età e con il materiale (carta non montata). Il tratto a matita è ben conservato in entrambi i fogli. Pezzi da restaurare o incorniciare secondo il gusto del collezionista.
Dati tecnici
| Disegno A | Disegno B | |
|---|---|---|
| Tecnica | Matita su carta vergata | Matita su carta vergata |
| Dimensioni | 64,5 × 46,5 cm | 66 × 48 cm |
| Firma | Non firmato | Firmato in basso a destra |
| Filigrana | Miliani Fabriano | — |
| Soggetto | Apostolo (da Raffaello), di tre quarti | Apostolo (da Raffaello), di profilo |