Giorgio Pianta, una vita per le corse.
Autori: Sergio Limone e Luca Gastaldi
Lingua: italiano e inglese
240 pagine
294 foto in b/n e a colori
Formato 21x24 cm
Brossura, copertina morbida
L'idea di dedicare un libro a Giorgio Pianta è nata in occasione della consegna di due grandi scatole del suo archivio fotografico, organizzate a caso dalla moglie, per una missione di riordino: un lavoro immenso, tanto materiale da esaminare, ricco di quantità e qualità. Una carrellata di oltre trent'anni di sport motoristico italiano, tante foto delle auto più disparate, guidate con grande competenza insieme alla passione sconfinata e al all'irrefrenabile entusiasmo di Giorgio Pianta.
Sergio Limone e Luca Gastaldi hanno così raccolto le immagini più significative in ordine cronologico in un volume, da condividere con chi ha conosciuto Pianta, di persona o solo per la sua fama.
Sulla base delle foto riordinate, gli autori hanno cercato di ricostruire, anno dopo anno, la sua storia, i suoi successi e le sue sconfitte: ovviamente gli anni che Limone e Pianta hanno passato insieme a sviluppare vetture per le vittorie sono un po' più ricchi di informazioni dirette e aneddoti.
Per parlare di Giorgio Pianta e definire meglio la sua memoria è stato lasciato spazio ad alcune dichiarazioni di persone che lo avevano come collega, capogruppo, capo meccanico, manager, amico, marito e padre.
Giorgio Pianta è stato il primo consulente di Sergio Limone come collaudatore (ai tempi della SE037, ovvero del Lancia Rally) poi suo collega (incaricato della risoluzione delle vetture da corsa e dell'attività del settore rally), infine come suo capo (durante gli anni dell'Alfa Romeo, culminati con le vittorie nel DTM 1993 e nel BTCC 1994).
Denominatori comuni erano la passione per il suo lavoro, la sua instancabile voglia di lottare, la sua capacità di “innamorarsi” di certe idee e la sua ostinata volontà di realizzarle, a volte oltre i limiti logici.
Poi arrivarono gli anni dell'Alfa, con le fantastiche vittorie in due campionati: in particolare quello del BTCC 1994 fu il risultato della sua ostinazione a sopperire ad un anno amaro lavorando alacremente su quello che era considerato da tutti il campionato più difficile della categoria , impossibile da affrontare con successo da una squadra non britannica: nella mente di Giorgio l'impossibile non esisteva, almeno nello sport, e insieme alla squadra lo abbiamo dimostrato in tante occasioni.