(I NIPOTI DELLO SCRITTORE GIOVANNI VERGA, POI DA LUI ADOTTATI). BUSTA CON CONTENUTO, 18 LUGLIO 1904. LETTERA CON SEGNO DI LUTTO FAMILIARE (CARTA CON BORDO NERO) SCRITTA DAL "COLLEGIO"(di Catania?) SCRIVONO MARCO E GIOVANNI ALLA SORELLA CATERINA VERGA PRESSO L' EDUCATORIO REGINA MARGHERITA (Un tempo, una scuola convitto o un istituto dove i giovani, spesso ragazze, venivano accolti per ricevere istruzione e una guida morale). I RAGAZZI, DA POCO ORFANI, SI SCRIVONO PER NARRARE LA LORO VITA IN COLLEGIO ED ISTITUTO. PRESENTA DIVERTENTI SCAMBI DI CONSIDERAZIONI FRA FRATELLI. PARTE DEL TESTO: "MARCO L' ALTRO IERI HA FATTO IL COMPITO D' ITALIANO E IERI IL PROBLEMA E IL DETTATO. SPERIAMO CHE ABBIA FATTO BENE E POSSA ESSERE AMMESSO A FARE GLI ESAMI ORALI. EGLI DICE CHE HA FATTO BENE MA IO NON TANTO CI CREDO POICHE' NEI DODICI GIORNI CHE E' STATO IN CAMPAGNA NON HA GUARDATO NEPPURE UN LIBRO. D' ALTRA PARTE CREDO CHE SE LA CAVERA' POICHE' HA STUDIATO DURANTE L' ANNO SCOLASTICO (...) GIOVANNI". MARCO REPLICA: "CARA SORELLA, HO FATTO GLI ESAMI SCRITTI E MARTEDI' FARO' GLI ORALI. L'ESITO DEGLI SCRITTI SI SAPRA' DOMANI. SPERO DI ESSERE AMMESSO PERCHE' LI HO FATTI BENE. TI VOGLIO DIRE IL TEMA, IL PROBLEMA ecc (...)". SEGUONO DETTAGLI SULLE PROVE D' ESAME SOSTENUTE. UNA RARA LETTERA DI MARCO IN QUANTO L' ANNO SUCCESSIVO MORI' IN MODO PREMATURO.
Nel 1903, in seguito alla morte del fratello Pietro, lo scrittore Giovanni Verga prese in affido e adottò legalmente i suoi tre nipoti, facendone a tutti gli effetti i propri figli adottivi. Rimasto celibe per tutta la vita, Verga assunse il ruolo di capofamiglia e "pater familias" proprio grazie a questa adozione.
Per provvedere alla nuova famiglia e amministrare i beni, Verga ridusse drasticamente la sua attività letteraria, dedicandosi quasi esclusivamente alla cura delle sue terre in Sicilia.
Il rapporto con i ragazzi è documentato in una fitta corrispondenza di 147 lettere (raccolte nel volume delle Lettere ai nipoti), in cui emerge un Verga inedito, protettivo ma rigido. Ad esempio, vietava a Caterina di leggere i "romanzetti" sentimentali dell'epoca, considerandoli diseducativi rispetto alla letteratura realista.
I tre figli di Pietro Verga adottati dallo scrittore erano:
- Giovanni Verga Patriarca (detto Giovannino), che divenne il suo erede principale e continuatore della stirpe.
- Caterina, della quale lo scrittore curò personalmente l'educazione in collegio, dimostrandosi un tutore molto severo.
- Marco, che purtroppo morì prematuramente nel settembre del 1905.