Grand Tokaj Terroir Selection Tokaji Aszú 5 Puttonyos 2019
Produttore: Grand Tokaj
Denominazione: Tokaji Aszú 5 Puttonyos
Annata: 2019
Zona di produzione: Tokaj, Ungheria
Formato: 0,50 l
Gradazione alcolica: 9,6% vol.
Zuccheri residui: 200 g/l
Acidità totale: 7,7 g/l
Estratto secco: 54,2 g/l
Vitigni: Furmint, Hárslevelu, Sárgamuskotály (Muscat Blanc), Zéta, Kabar e Kövérszolo.
Vinificazione e affinamento: Le uve Aszú, raccolte manualmente e selezionate acino per acino, vengono vinificate con particolare attenzione alla conservazione degli aromi e della concentrazione naturale delle uve botritizzate. Il vino matura per circa 36 mesi in botti di rovere, nelle storiche cantine di Szegi, prima di proseguire il proprio affinamento in bottiglia.
Colore: Giallo dorato brillante.
Profumo: Intenso e complesso, caratterizzato da eleganti note di botrite, albicocca, pesca, scorza d'arancia, fico e frutta esotica. Con l'evoluzione emergono sfumature di vaniglia e delicate note tostate.
Gusto: Ricco, concentrato e vellutato, ma sostenuto da una vivace acidità che dona equilibrio e freschezza. Il palato richiama albicocca fresca e disidratata, pera, cotogna e agrumi maturi. Il lungo affinamento in legno contribuisce con eleganti note di vaniglia e cioccolato bianco.
Finale: Molto lungo e persistente, caratterizzato dall'equilibrio tra dolcezza, freschezza e complessità aromatica.
Abbinamenti: Ideale con foie gras, paté, formaggi erborinati e stagionati. Ottimo con dessert a base di albicocca, pesca e agrumi, crostate di frutta e pasticceria secca. Perfetto anche come vino da meditazione, servito da solo a fine pasto.
Temperatura di servizio: 10–12 °C.
Descrizione: Un Tokaji Aszú 5 Puttonyos di grande concentrazione e complessità, prodotto nell'annata 2019, caratterizzato da ben 200 g/l di zuccheri residui bilanciati da una spiccata acidità. Un vino dolce, elegante e longevo, capace di esprimere perfettamente lo stile classico dei grandi vini botritizzati di Tokaj.
La storia del Tokaji
È lunga e nobile; ritrovamenti di foglie di vite pietrificate datati 290 D.C. testimoniano la vocazione del territorio alla vigna. Nel 1362 il Cardinale Draskovics dona al Papa del vino di Tokaji. Ma è nel 1630 che viene codificato il metodo di vinificazione ancora attuale, mentre nel 1772 vengono classificati i migliori cru, ben 100 anni prima che in Alsazia e nel Sauternes. Quindi possiamo dire che il Tokaji è il più antico tra i vini surmaturati e botritizzati. Grandi estimatori del Tokaji furono le famiglie reali come quella francese di Luigi XIV (Re Sole 1703) che chiama il Tokaji “Vinum Regium Rex Vinorum” (Re dei vini Vino del Re), quella degli Zar di Russia che facevano scortare le botti di Tokaji da speciali battaglioni di Cosacchi, la Casa Asburgica, dove fu vino di corte fino all’inizio della prima guerra mondiale e per finire famosi filosofi scrittori e musicisti.
Il Vino Tokaji Aszù
Questo vino porta il nome “Aszù” che significa “candito” in ungherese. La vendemmia è esclusivamente manuale e necessita di più passaggi tra i filari per raccogliere ogni acino maturo e botritizzato. A questo punto gli acini “nobili” vengono aggiunti ad un vino bianco secco ottenuto con vinificazione tradizionale dalle varieta` di uve Furmint, Harslevelu e Muscat. Le botti che contengono il vino bianco secco hanno una capacita` di 136 lt. e i puttonyos andranno aggiunti solo a questa misura di vino. Secondo la proporzione di acini nobili aggiunti al vino bianco, verra` attribuita una cifra espressa in “Puttonyos”. La parola “Puttonyos” è l’antico nome ungherese della gerla del vignaiolo, che contiene circa 25 kg. di uva. La classificazione di questi vini va da 3 a 6 puttonyos. Superato tale limite si parla di aszù o di aszù-essencia. Più il numero di puttonyos è alto, più il vino è ricco di zuccheri. Il tenore zuccherino residuale è oggi così stabilito:
3 puttonyos 60-90 gr./lt.
4 puttonyos 90-120 gr/lt.
5 puttonyos 120-150 gr./lt.
6 puttonyos 150-180 gr./lt.
AZSU-ESSENCIA oltre 180 gr./lt
L’Essencia è il liquido puro che cola liberamente dal contenitore dove sono raccolti gli acini con la muffa nobile: si ottiene così un mosto con un’altissima concentrazione di zuccheri la cui successiva fermentazione avviene molto lentamente solo grazie ai lieviti indigeni, gli unici a poter fermentare con tali quantita` di zucchero. L’Essencia deve avere un minimo di 250 gr/lt. di zucchero ma può arrivare fino ad 800 gr/lt. Questo rarissimo vino è incredibilmente dolce, ma è sostenuto da una grande freschezza che non lo rende stucchevole. La sua degustazione può ben considerarsi una delle più rare e peculiari rispetto a quella di ogni altro vino.
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