Il ginseng indiano, o Withania, è una pianta erbacea con un fusto legnoso alla base, che può raggiungere anche i 2 metri di altezza, interamente ricoperta di piccoli peli che le conferiscono un singolare riflesso grigio.Le sue foglie sono opposte e ovate-lanceolate con margine intero.
I suoi fiori, proprio come quelli del pomodoro, sono di colore giallo o verde e i frutti sono delle bacche dalla colorazione che va dal giallo al rosso a seconda del livello di maturazione.Nonostante sia maggiormente diffusa in India, le oltre 20 specie di Withania crescono in modo spontaneo anche in Sudafrica e Asia Orientale.
Il ginseng indiano viene coltivato soprattutto in India, Nepal, Pakistan, Sri Lanka, ma anche in alcune zone del Mediterraneo dove il clima è favorevole; in Italia, la Whitania è coltivata principalmente nelle due isole maggiori, Sardegna e Sicilia.
La pianta, infatti, necessita di climi particolarmente caldi e asciutti (anche se riesce a resistere a leggere gelate). Il terreno ideale per la sua coltivazione è sabbioso e alcalino e un pH che si aggira tra 7.5 e 8 è ideale per favorirne la crescita.Tendenzialmente, la pianta cresce in modo spontaneo, ma è possibile anche coltivarla in campo, qualora il clima invernale non sia troppo rigido e/o piovoso.
La prima cosa da fare, in questi casi, è arare il campo e, successivamente, aggiungervi altra terra, di modo che raggiunga il giusto livello prima che arrivi il periodo delle piogge; i semi germoglieranno in circa 15 o 20 giorni e dovranno essere tenuti a una temperatura stabile di 20° C in sabbia umida.
Il nostro consiglio è quello di piantarli a primavera inoltrata.
Il segreto per avere una buona coltura è quella di integrare tutto con del buon fertilizzante che porterà alla pianta il nutrimento necessario per crescere sana e rigogliosa.Quella del ginseng indiano è una coltivazione di facile gestione: non richiede eccessive irrigazioni e l’unica cosa a cui fare particolarmente attenzione è l’elevato rischio di marciume radicale.
Il motivo principale per cui questa pianta viene coltivata sono le sue incredibili virtù benefiche, particolarmente apprezzate da tempo sia nella tradizione indiana che in quella africana e oggi sfruttate nella fitoterapia.
La Withania è da sempre considerata un rimedio fitoterapico tonico e adattogeno, ma le vengono attribuite anche importanti prorpietà analgesiche ed antinfiammatorie.
Come accennato, alla Withania sono ascritte proprietà toniche e adattogene; in altre parole, si ritiene che questa pianta sia in grado di aumentare le resistenze aspecifiche dell'organismo in risposta agli stimoli di stress esterni.
Per tale ragione, non è insolito che la Withania rientri nella composizione di diversi tipi d'integratori alimentari, con indicazioni in caso di stanchezza e carenza di energie. Non a caso, la withania è anche conosciuta con il nome di ginseng indiano.
Alla pianta, inoltre, sono attribuite proprietà antinfiammatorie e analgesiche, che sembrano essere state confermate da studi condotti su animali.
La maggior parte delle sopra citate attività sembra essere imputabile ai withanolidi contenuti nella stessa pianta.
Inoltre, alcuni studi condotti in vitro hanno indagato le potenziali proprietà antitumorali degli estratti di Withania. Più nel dettaglio, nel corso di tali studi, questi estratti hanno dimostrato di esercitare un'azione antiproliferativa, citostatica e citotossica nei confronti di diversi tipi di cellule maligne. Ad ogni modo, prima di poter confermare un'effettiva attività antitumorale e prima di approvare applicazioni della Withania in campo medico, è certamente necessario svolgere ulteriori ricerche e studi clinici approfonditi.
La Withania è ampiamente sfruttata dalla medicina popolare indiana che - oltre ad utilizzarla come rimedio adattogeno - la impiega anche come rimedio antinfiammatorio, analgesico e immunostimolante.
Inoltre, la withania viene utilizzata dalla medicina tradizionale anche in caso di reumatismi, affezioni cutanee, asma, edemi e infezioni auricolari.
Per quanto riguarda la medicina omeopatica, invece, al momento la Withania non trova impieghi di rilievo in quest'ambito.Il ginseng indiano appartiene alla stessa famiglia dei più famigliari pomodori, melanzane o della patata e presenta delle caratteristiche bacche rosse.
Predilige i climi asciutti, caldi e soleggiati dunque cresce spontaneamente ed è coltivata in tutto il bacino del Mediterraneo, in Medio Oriente e in India. Ad essere maggiormente utilizzate sono le radici perché più ricche di principi attivi, sebbene anche frutti e foglie ne registrino la presenza seppur in concentrazione variabile.
Le proprietà di questa pianta sono molte e sono date da specifiche sostanze al suo interno che le conferiscono proprietà immunostimolanti, antimicrobiche, antinfiammatorie e antidolorifiche. Un’altra importante caratteristica è quella riguardante l’attività adattogena che esercita sull’organismo: in poche parole, aumenta la resistenza e la capacità di risposta in condizioni di stress psico-fisico.
Funge quindi da antidepressivo naturale senza gli effetti collaterali che questo tipo di farmaci implica. È stato infatti condotto uno studio a riguardo e il ginseng indiano ha dimostrato una attività ansiolitica simile a quella ottenibile con il lorazepam ed effetti antidepressivi analoghi a quelli dei medicinali tradizionali.
L’Istituto di Medicina Naturale dell’Università giapponese di Toyama ha dimostrato le sue importanti proprietà neuro protettive dunque potrebbe rivelarsi un potente alleato per malattie come morbo di Parkinson e Alzaheimer.
Per l’ayurveda questa pianta ha la capacità di limitare lo squilibrio di vata e migliorare l’attività di kapha. È considerata un fantastico anti-age (per usare una parola moderna) ed è utilizzata come sedativo, antiinfiammatorio, per acquistare resistenza e per aumentare energia e forza.
A quanto pare le uniche accortezze da prendere nell’assunzione di questa pianta sono in gravidanza o se associata a degli psicofarmaci
Come è evidente, l'ashwagandha è un vegetale estremamente interessante oggetto di molti importanti studi per il contributo reale e ancora potenziale che può offrire con nessun (o quasi) effetto collaterale.
Evitando il fai da te e chiedendo sempre consiglio alle figure professionali competenti, teniamo presente questa preziosa pianta e seguiamo gli sviluppi della ricerca in merito.