Tradizione AYURVEDICA


SIGARI MOXA

tradizionali

di pura ARTEMISIA

confezione da 10 pz



 CARATTERISTICHE:


* Bruciato come un sigaro, crea un alone di calore con il quale l'operatore 

stimola punti specifici in corrispondenza dei meridiani energetici.

* Consigliato per favorire il corretto posizionamento dei bimbi podalici.

Non si sbriciola e brucia uniformemente.


PRESENTAZIONE PODALICA DEL FETO E MOXIBUSTIONE:

Durante la gravidanza il feto assume la posizione cefalica orientativamente dal settimo mese in poi; nel caso in cui questo non avvenga naturalmente e la presentazione podalica persista, in oriente si ricorre di prassi alla moxibustione o moxa. Questo trattamento consiste nello scaldare un punto del piede (V67) ed ha una casistica molto favorevole dal 70-al 90% di successo. L’efficacia maggiore è da considerarsi fra la 32^ e la 37^ settimana di gestazione. Alcuni medici consigliano la moxa anche nelle ultime tre settimane, ed addirittura fino al travaglio, poiché le dimensioni fetali non sembrano influenzare il rivolgimento spontaneo. La stimolazione di un altro punto della colonna lombare (V 60) aiuta l’inizio e l’accelerazione del travaglio poco prima del parto. Le controindicazioni al trattamento sono: diabete, gravidanza plurima, gestosi, febbre superiore a 38° e grave ipertensione arteriosa. E’ opportuno monitorizzare gli eventuali rivolgimenti spontanei con esami ecografici. La gestante dovrebbe avvertire il feto muoversi dopo un ora dal trattamento o la notte successiva. La terapia va eseguita per minimo quindici giorni e sospesa nel momento in cui si verifica il capovolgimento; in caso di insuccesso va eseguita per ulteriori 15 giorni poi sospesa. E’ opportuno informare ostetrica e ginecologa riguardo l’applicazione della moxa, poiché nel girarsi il feto può far ruotare il cordone ombelicale. La presentazione podalica del feto al termine della gestazione si verifica nel 3-5% delle gravidanze; tale presentazione è considerata di norma indicazione al taglio cesareo. La moxa è principalmente composta da un’erba, l’“Artemisia vulgaris”che, a seconda delle metodologie che si scelgono per effettuare il trattamento può essere usata sotto forma di sigari, coni, palline o in polvere. Secondo l’illustre medico tibetano N.Norbu* abbiamo quattro modi di applicare questa stimolazione: 

“Tzowa”: letteralmente cucinare. In questo caso la pallina di moxa è applicata direttamente sul punto prescelto e vi si soffia sopra finchè non esce fuori un pezzo di pelle cauterizzato.

“Sepa”: bruciare. La polvere di moxa si mette sopra al punto stabilito, isolata dalla pelle con del sale grosso. 

“Sowa”: scaldare. Si applicano dei conetti di moxa preconfezionati sui punti identificati.

“Bippa”: minacciare. Viene utilizzato un sigaro di artemisia non direttamente sulla cute ma alla distanza di un “tzun”o”cun”, che orientativamente corrisponde ad una falange.

Per la posizione podalica del feto il punto da trattare è unico e facilmente reperibile, perché si trova all’angolo esterno del quinto dito del piede (V67).

La metodologia con cui applicare la moxa è facile e innocua: bisogna scaldare con un sigaro di artemisia ad un “Tzun” di distanza l’angolo del mignolo del piede.


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Il Regno Vegetale

Erboristeria Artigiana

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