Nel 1995 il Comune di una piccola ma nobile città d’arte, oggi sito Unesco, guidato da amministratori coraggiosi e capaci, decide di partecipare ad un concorso bandito dalla Commissione delle Comunità Europee. Il risultato rappresenta una sorpresa. L’Amministrazione di Sabbioneta vince fra oltre 900 concorrenti di paesi europei, ottiene il massimo del finanziamento concesso. È la dimostrazione che quando si ha coraggio anche per una piccola città che vuole arricchire il suo patrimonio artistico, l’Unione Europea può presentarsi come occasione di crescita culturale ed economica. Questo può avvenire quando al centro del processo sta la forza di una proposta progettuale, non la richiesta di generiche sovvenzioni. Il progetto nasce dalla consapevolezza che la scena di città, realizzata da Vincenzo Scamozzi nel 1590 sul palcoscenico, andata irrimediabilmente perduta, è parte essenziale dello spazio interno del Teatro stesso. Il problema più complesso è stato quello dell’assenza di un riferimento certo relativo alla scena realizzata da Scamozzi. Tutti gli studiosi sono infatti d’accordo che il noto disegno del teatro, conservato presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, rappresenta solo uno schizzo preparatorio per l’incontro, nel maggio del 1588, con duca Vespasiano Gonzaga. La nobile città veneta disegnata da Scamozzi per la scena del Teatro all’Antica è stata reinterpretata come la proiezione ideale della stessa Sabbioneta, la città stellata che aveva preso forma nella vasta pianura che si affaccia sul Po.
pp. 172