Non stiamo solo delegando decisioni alle macchine.
Stiamo delegando il modo stesso in cui il mondo diventa visibile.L'intelligenza artificiale non è soltanto una tecnologia, ma una nuova forma di sguardo: uno sguardo che trasforma il mondo in dati, i dati in modelli, e i modelli in decisioni automatiche. Uno sguardo che non giudica, ma anticipa. Non impone, ma orienta.L'Occhio Critico esplora il punto cieco dei sistemi intelligenti: ciò che ogni modello deve necessariamente escludere per poter funzionare, e che diventa invisibile nel momento stesso in cui la previsione prende il posto della un percorso che intreccia immagini, genealogia dello sguardo, analisi del controllo predittivo e riflessione sulla responsabilità, il libro mostra come il potere algoritmico non si eserciti più attraverso l'imposizione, ma attraverso la normalizzazione di ciò che appare probabile, efficiente, un mondo in cui i sistemi funzionano anche senza essere compresi, la vera questione non è se l'intelligenza artificiale funzioni, ma chi risponde delle sue libro non propone soluzioni tecniche né invita alla fuga.
Propone una postura: imparare a guardare il modo in cui veniamo guardati.
Perché, nell'era dell'intelligenza artificiale, la vera forma di resistenza non è l'invisibilità, ma la lucidità.Questo non è un manuale sull'intelligenza artificiale.
Non spiega come funzionano gli algoritmi, ma che cosa fanno al nostro modo di vedere, decidere, delegare.È un saggio critico che attraversa cultura visiva, tecnologia, potere e responsabilità, rivolto a chi lavora - o riflette - su sistemi digitali, comunicazione, governance, immagini e lo sguardo diventa un'infrastruttura automatica,
il punto cieco non è un errore da correggere,
ma il luogo in cui decidiamo se restare presenti.