UN'OPERA RARISSIMA DI AGRONOMIA CIRCA IL TERRITORIO DI PISA A FINE SETTECENTO
Mariti si interessò sin dalla giovinezza di scienze naturali, coltivando studi di botanica e soprattutto di agronomia, tanto da divenire nel 1772 socio corrispondente dell'Accademia dei Georgofili, sorta a Firenze il 4 luglio 1753 a opera di Ubaldo Montelatici, sotto l'impulso di quel rinnovamento dell'agricoltura che gli Asburgo-Lorena auspicavano e promuovevano per porre rimedio ai problemi sorti nel Granducato, a partire dal primo decennio della seconda metà del secolo, relativamente alle colture e alle scorte alimentari.
Questi problemi si erano determinati in seguito alle rovinose carestie che, tra il 1764 e il 1767, avevano interessato la Toscana e favorito l'insorgenza di emergenze sanitarie, dal momento che la malnutrizione delle popolazioni aveva aggravato preesistenti epidemie e creato condizioni adatte a far esplodere altre gravissime affezioni a carattere pandemico.
Di qui l'urgenza di studiare nuove colture e nuove tecniche agricole e di conseguenza di mobilitare in questo sforzo studiosi come Mariti, esperti anche di colture e tecniche agricole orientali e che naturalmente si occuparono non solo delle problematiche connesse con le colture di cereali, ma anche di problemi legati alla produzione di vino, all'allevamento, alla tintura delle vesti ecc.