MASANIELLO

a cura di Francesco D'Esposito

EDITALIA

collana Edizioni D'Italia

edizione d’arte di grande pregio, lussuosa rilegatura in vera pelle e oro zecchino, in folio e cofanetto rigido, a tiratura limitata e numerata

stampato nell'ottobre 1998

1 edizione e unica

di questo volume sono stati tirati 999 esemplari

ESEMPLARE N° 15

Volume di grande formato. Pregiata rilegatura in piena vera pelle (cm 38x29x5,5), a 6 nervetti dorsali, con impressioni in oro zecchino al piatto e al dorso; in cofanetto rigido rivestito in cuoio lungo i dorsi, con specchiature figurate (cm 40x29). Pagine 160, stampate su carta speciale 

Grande segnalibro originale all'interno

ILLUSTRATO con rare stampe e incisioni d'epoca, colorate e in nero

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FINITO DI STAMPARE NEL MESE DI OTTOBRE MCMXCVIII PER LA EDITALIA SPA DA PROSTAMPA SUD, ROMA, SU SPECIALE CARTA MARCATA, APPOSITAMENTE PRODOTTA DALLE CARTIERE MILIANI FABRIANO - REDAZIONE DI GIANCARLA GIOMMARINI-RICERCA ICONOGRAFICA DI FRANCESCO D'ESPOSITO - APPARATO ICONOGRAFICO A CURA DI CECILIA SICA - IMPAGINAZIONE DI MARIA GRAZIA LO VERSO - FOTOCOMPOSIZIONE E RIPRODUZIONI DI COMPOSIT, ROMA RILEGATURA, CUSTODIA E IMPRESSIONI IN ORO ZECCHINO DI ANTINORI, ROMA

DI QUESTO VOLUME SONO STATI TIRATI 999 ESEMPLARI

ESEMPLARE N. 15

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INDICE DEI TESTI:

MASANIELLO. L'UOMO E IL MITO

Francesco D'Esposito

LA NAPOLI DI MASANIELLO

La città

Giulio Cesare Capaccio

Il governo

Giulio Cesare Capaccio

Origine della rivolta

Tommaso de Santis

I MOTI DI LUGLIO E LA NASCITA DEL MITO

I nove giorni di Masaniello

Giuseppe Donzelli

Quattro ritratti Il sobillatore

Alessandro Giraffi

Il condottiero

Ascanio Filomarino

Il patriota

Emilio Bonaventura Altieri

L'uomo della Provvidenza

Ottaviano Sauli

Presagi della rivoluzione

Maiolino Bisaccioni

I discorsi

   Il popolo crede che Masaniello sia consigliato da uno Spirito

   Marino Verde

   Esortazione di Masaniello al popolo

   Alessandro Giraffi

   Dopo la morte I funerali

   Francesco Capecelatro

    La 'santificazione'

    Maiolino Bisaccioni

FINE DELLA RIVOLTA

I disordini continuano

Maiolino Bisaccioni

Manifesti del Fidelissimo Popolo di Napoli

I moti nelle province

Francesco Capecelatro

Gli spagnoli riprendono il controllo del Regno

Ludovico Antonio Muratori

FONTI DEI TESTI ANTOLOGICI

INDICE DEI NOMI

INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI

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a cura FRANCESCO D'ESPOSITO

A partire dal luglio 1647 il Regno di Napoli fu scosso da una serie di moti rivo- luzionari che, iniziati nella capitale, si estesero gradualmente a tutto il Mezzogiorno tenendo in scacco le autorità spagnole fino all'aprile dell'anno successivo. Per i primi nove giorni i moti, limitati a Napoli, furono capeggiati da un umile pescivendolo, Tommaso Aniello d'Amalfi, detto Masaniello. Dopo l'uccisione di Masaniello la rivolta continuò, si radicalizzò e assunse una decisa caratterizzazione antispagnola. Gli insor- ti proclamarono la Repubblica nella capitale e cercarono la protezione della Francia, ma non ebbero altro aiuto che l'intervento, a titolo personale, di Enrico di Guisa, duca di Lorena, che aspirava a farsi signore di Napoli quale erede degli Angiò. Nel 1648, rivelatosi il Guisa privo di appoggi e incapace di guadagnarsi il favore dei napoletani, gli spagnoli posero fine all'insurrezione.

In un contesto di avvenimenti così complessi, dalle radici tanto estese e dalla durata così rilevante, verrebbe da chiedersi come un uomo dalle origini umilissime e che per soli nove giorni fu alla testa degli insorti, morendo infine nell'ignominia della follia, sia potuto apparire, anche ai contemporanei, il principale protagonista di quei moti: la fama di Masaniello, infatti, fu immediata e di portata continentale. Tuttavia le sue eccezionali doti di comando, la sua capacità di catalizzare intorno al progetto rivoluzionario gli elementi più disparati della componente antinobiliare della società dalla borghesia forense al popolo minuto, ai lazzari, il suo 'buon governo' contrapposto alla rapacità e alle prepotenze dei baroni, poco o per nulla contrastate dagli spagnoli, sono testimoniati anche dai cronisti di parte avversa, ne fecero in vita un capo indiscusso e dopo la morte lo trasfigurarono in una sorta di personaggio mitico che incarnava le aspirazioni più profonde del popolo napoletano, il suo anelito alla libertà, l'insofferenza per la propria dignità calpestata.

A tre secoli e mezzo dai fatti, il volume si propone di presentare l'uomo e il mito-Masaniello proprio attraverso le testimonianze dei contemporanei, dal cardinale Filomarino, arcivescovo di Napoli che ebbe parte importante nelle trattative con il viceré, allo storico di parte aristocratica Francesco Capecelatro, a Maiolino Bisaccioni, Alessandro Giraffi e altri. Unica voce non contemporanea, Ludovico Antonio Muratori chiude la parte antologica con una sintetica esposizione one dei fatti che portarono alla ripresa del potere da parte degli spagnoli e alla conseguente, feroce repressione.

Volume di grande formato (cm 28 x 37) 160 pagine stampate su carta speciale; 51 illustrazioni in bianco e nero e 41 a colori, rilegatura in pelle pregiata con impressioni in oro zecchino sul piatto e sul dorso; custodia in pelle con specchiature con una stampa a colori.

Edizione numerata
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CARATTERISTICHE EDITORIALI E TIPOGRAFICHE

Nell'antica Roma le tabernae librariae dell'Argiletum, l'odierna via Madonna dei Monti, esponevano le novità librarie mescolate alle calzature. Questa singolarità nasceva dal fatto che nella stessa bottega veniva lavorata la pelle necessaria a preparare sia il libro che il calceus, il sandalo. I raffinati cultori delle lettere valutavano così, tra gli odori del cuoio conciato e della pece, il nuovo "libro" nato dalle mani dell'artigiano, oggetto unico in rara pergamena, in papiro egizio o in charta dentata (papiro lucidato con un dente di cinghiale o altro oggetto liscio), avvolto e custodito nella sua copertina di pelle lavorata.

Dopo il crollo dell'Impero romano il segreto della lavorazione della pelle e della legatura del libro fu custodito nelle abbazie medioevali. Tornò alla luce nelle gioiose botteghe rinascimentali, quando l'arte grafica ricevette un nuovo impulso dall'invenzione della stampa a caratteri mobili e dal diffondersi del bisogno di conoscenza che incrementò l'abitudine alla lettura. La raffinata visione estetica dell'epoca e l'amore per la cultura fecero spesso del libro una vera opera d'arte. In alcuni casi le legature, impreziosite dall'uso di oro, argento e pietre rare, furono progettate e realizzate da artisti eccelsi come Benvenuto Cellini.

Il perfezionamento delle tecniche tipografiche e la moderna concezione del libro non hanno cancellato la tradizione della legatura d'arte, divenuta un patrimonio prezioso per alcune famiglie di artigiani legatori che hanno accuratamente conservato e tramandato i segreti di quest'arte fino ai nostri giorni.

L'Editalia, con la collaborazione dell'antica legatoria Antinori di Roma, ancora al giorno d'oggi mantiene alla legatura per bibliofili le caratteristiche tecniche e artistiche che affondano le loro radici nella tradizione rinascimentale.

La scelta per la cartella di una pelle lavorata e tinteggiata artigianalmente a tampone con un sistema detto "a massello", procedimento che le fa assumere tonalità cromatiche particolari e necessariamente diseguali, garantisce al volume una copertura resistente oltre che un'immagine in armonia con i contenuti e lo stile dell'edizione. Questa tecnica di preparazione sviluppa inoltre nella pelle le caratteristiche necessarie per dare il massimo risalto alle decorazioni in rilievo e garantire al volume la migliore conservazione nel tempo.

Per questa lavorazione vengono utilizzati pellami di bovini adulti che presentano, naturalmente, segni e venature diversi, legati alla vita e alle caratteristiche di ogni animale. Il trattamento non è mirato a cancellare tali particolarità, ma, al contrario, a valorizzarle ed esaltarle. È pro- prio questa diversità infatti a far sì che non ci sia mai una legatura uguale all'altra, rendendo ogni volume un esemplare unico. E nel tempo la pelle, invecchiando in armonia insieme al libro, assumerà tonalità sempre più affascinanti.

La nostra legatura d'arte richiede un gran numero di pazienti e accurate operazioni manuali: la rifinitura al telaio della cucitura, la realizzazione della curvatura del dorso attraverso l'uso del martello di legno, la battitura "fiorentina" dei fogli per impedire l'accumularsi della polvere, fino ad arrivare alla scultura a bassorilievo per i fregi e le scritte della copertina, alla tinteggiatura finale o alle impressioni in oro zecchino.

Proprio la cura e la grande perizia con cui tali operazioni vengono eseguite permetteranno a questo volume di durare nel tempo.

Tuttavia, per migliorarne la conservazione, sarà opportuno lasciarlo "riposare" periodicamente, adagiandolo su di un leggio o su di un piano di legno. Inoltre, per mantenere alla pelle il suo aspetto caratteristico, sarà bene passare di tanto in tanto sulla superficie un panno di lana morbida e pettinata, usando eventualmente una piccola quantità di crema neutra per pelli a basso contenuto di grasso e priva di solventi aggressivi.

Questo volume è stato studiato per essere esposto, consultato e trasmesso, come un messaggio di continuità culturale, nella biblioteca di famiglia.


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