Miodrag Djuric (Dado)
Miodrag Djuric è un pittore, disegnatore, incisore e scultore jugoslavo nato nel 1933 a Cetinje, meglio conosciuto con il nome Dado. Della sua infanzia conserva ricordi della sua città natale, ma soprattutto della Seconda Guerra Mondiale che imperversò in Jugoslavia. Nel 1944 sua madre morì, lasciandolo totalmente devastato. Decise di interrompere la scuola e non tornò fino al 1947 quando si iscrisse alla Scuola di Belle Arti di Herceg Novi. Ha poi studiato alla Scuola di Belle Arti di Belgrado. Sebbene non sapesse parlare francese, Miodrag Djuric decise di stabilirsi in Francia nel 1956. Lavorò rapidamente in un laboratorio di litografia dove incontrò Jean Dubuffet, un artista riconosciuto. Quest'ultimo gli presentò Daniel Cordier che sarebbe stato per diversi anni il suo principale commerciante, nonché il suo mentore. Nonostante la sua ascesa artistica, l'atmosfera della capitale non piace a Dado che brama più tranquillità. Acquistò poi il vecchio mulino Cordier, situato a Hérouval. Nel 1962, divenuto un artista riconosciuto a livello internazionale, Dado trascorse tre mesi a New York dove incontrò la sua futura moglie, Hessie. Insieme hanno cinque figli. Da più di sessant'anni Dado crea, dipinge, disegna... Lavora generalmente ad olio, su tele di grande formato, ma utilizza anche l'acrilico e vari supporti come legno o metallo. Il lavoro di Dado è organico, l'artista cerca di infondere energia nei suoi dipinti e forgia così un'identità pittorica facilmente riconoscibile. Tuttavia, il suo stile si evolve, soprattutto per quanto riguarda l'uso dei colori. Negli anni '90 inizia una serie di murales. A partire dagli anni 2000 realizza collage digitali per poi iniziare a creare un antimuseo virtuale, per il quale ha dovuto progettare opere speciali. Dado si interessa anche di litografia, incisioni, sculture e illustrazioni. Rinomati galleristi scommettono su Dado ed espongono le sue opere. Molti importanti musei come il Centre Pompidou o il Museo Nazionale d'Arte Moderna di Parigi conservano alcune delle sue opere. Dado muore a Pontoise nel 2010.
Ha iniziato a esporre alla fine degli anni '50 e ha tenuto la sua prima mostra personale nei primi anni' 60. Erano gli anni della Dolce vita, e Tardia entrò in contatto e strinse amicizie con molte delle figure più note dello spettacolo, del cinema e della cultura. A metà degli anni Sessanta, attraversando un breve periodo informale, abbraccia l'idea di una nuova figurazione alla maniera di Francis Bacon, incontrato durante un soggiorno a Londra. In una continua evoluzione ispirata da una coesistenza di architetture geometriche e profondità metafisiche, Tardia approda alle più recenti ricerche a partire dalla fine degli anni Settanta.
La sua esperienza giovanile come assistente agli scavi nel sito archeologico di Mozia, l'antica città fenicia sull'isola di San Pantaleo vicino a Trapani, riemerge attraverso il suo ricordo della scultura antropomorfa della Madre fenicia (V-VI secolo a.C.) il cui plasticismo figurativo, in equilibrio tra linee arcaiche e stilizzate, ispira il suo stile pittorico. Temi come la memoria, il legame ancestrale con la natura della terra siciliana, il mito dell'Iliade e dell'Odissea, diventano centrali nel linguaggio della sua maturità, che consiste non più solo nella pittura ma anche in interventi scultorei applicati alla tela e realizzati con materiali vinilici esaltati dalla foglia d'oro zecchino.