Titolo: Archimedes Syracusanus Mechanicus et Astrologus Ex Nummis Siculis

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Opera di Provenienza: "Thesaurus antiquitatum et historiarum Siciliae Quo Continentur ... Nobilissimarum Insularum Siciliae, Sardiniae, Corsicae et Adjacentium ... Cura & Studio Joannis Georgii Graevii ... Petri Burmanni ..."

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Luogo e Data di Pubblicazione: Lugduni Batavorum, excudit Petrus Vander Aa ..., 1725

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Tecnica: Insisione su Rame

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Dimensioni compresi i margini bianchi: circa cm. 39,4x23

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Stato di Conservazione: Conservazione come da foto

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Desrizione: Il foglio proviene dalla enciclopedica edizione di Georgius Graevius "Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae", illustrante l'intera penisola italiana.

Archimede di Siracusa (in greco antico: Ἀρχιμήδης, Archimédēs; Siracusa, 287 a.C. circa – Siracusa, 212 a.C.[1]) è stato un matematico, fisico e inventore greco antico, siceliota. Considerato come uno dei più grandi scienziati e matematici della storia, i suoi contributi spaziano dalla geometria all'idrostatica, dall'ottica alla meccanica: fu in grado di calcolare la superficie e il volume della sfera e intuì le leggi che regolano il galleggiamento dei corpi; in campo ingegneristico, scoprì e sfruttò i principi di funzionamento delle leve e il suo stesso nome è associato a numerose macchine e dispositivi, come la vite di Archimede, a dimostrazione della sua capacità inventiva; circondate ancora da un alone di mistero sono invece le macchine da guerra che Archimede avrebbe preparato per difendere Siracusa dall'assedio romano. La sua vita è ricordata attraverso numerosi aneddoti, talvolta di origine incerta, che hanno contribuito a costruire la figura dello scienziato nella immaginario collettivo; ad es., è rimasta celebre nei secoli l'esclamazione èureka! (εὕρηκα! - ho trovato!) a lui attribuita dopo la scoperta del principio che porta il suo nome.


Peter van der Aa (Leida, 1659 ? Leida, agosto 1733) fu uno dei maggiori editori europei del diciassettesimo e diciottessimo secolo, operando circa dal 1682 a Leida insieme ai suoi fratelli. Tradusse, tra le altre opere, anche quelle di Erasmo da Rotterdam, come l'Elogio della follia e pubblicò le raccolte di storia e archeologia di J.G. Graeve e le opere botaniche di Jan Gronov.

Johann Georg Graevius (correttamente Guava o Greffe) (29 Gennaio, 1632 - 11 Gennaio, 1703) fu uno studioso tedesco nato a Naumburg. Orientato verso studi giurisprudenziali mutò i suoi interessi verso la filologia dopo l'incontro con Johann Friedrich Gronovius. Durante il suo soggiorno ad Amsterdam, sotto l'influenza di Blondel abbandonò il luteranesimo e si unì alla Chiesa riformata, e nel 1656 fu chiamato dal principe elettore di Brandeburgo per la cattedra di retorica nella Università di Duisburg. Nel 1662 si trasferì alla Università di Utrecht, dove occupò la cattedra di retorica, e in aggiunta, dal 1667 fino alla sua morte, anche quella di storia e politica. Venne insignito di un riconoscimento speciale da Louis XIV, ma fu soprattutto apprezzato da Guglielmo III d'Inghilterra, che ne fece lo storiografo reale. Le sue due opere più importanti sono la antiquitatum Thesaurus Romanarum (1694-1699, in 12 volumi), e il Thesaurus antiquitatum et Historiarum Italiae pubblicato dopo la sua morte.