Arletty, Joséphine Baker,
Lucienne Boyer, Damia, Danielle Darrieux, Lucienne Delyle, Marie Dubas,
Jaqueline François, Fréhel, Juliette Gréco, Lys Gauty, Rina Ketty, Gloria
Lasso, Léo Marjane, Mireille, Mistinguett, Germaine Montéro, Patachou, Edith
Piaf, Yvonne Printemps, Berhe Sylva, Cora Vaucaire... le donne raccontate dal
libro sono chanteuses. Sono la voce e l’anima, spesso non solo musicale, di
Parigi. Le loro vicende personali e artistiche attraversano un periodo storico
tumultuoso con due guerre mondiali, la barbarie dell’occupazione nazista e la
resistenza, rivolte e repressioni, le speranze del Fronte Popolare e la
codardia della collaborazionista Repubblica di Vichy, le speranze dopo la
Liberazione e le disillusioni di un mondo che entrava nella Guerra Fredda. Le
loro strade non sono parallele e le scelte a volte contrastanti. Alcune hanno
preso le armi contro i nazisti, altre hanno messo se stesse, il proprio talento
e il proprio corpo al servizio della resistenza, ma non mancano casi di
acquiescenza, di innamoramenti e collaborazione con gli occupanti. C'è chi s'è
persa rincorrendo amori impossibili e chi è stata travolta dagli eventi e non
ce l'ha fatta a reggere ai rovesci della vita, chi ha trovato la forza di
cambiare il proprio destino e chi ha avuto inaspettati colpi di fortuna. Non
c'è moralismo nel racconto. Le chanteuses rivivono attraverso le loro storie,
che non sempre finiscono bene perché la realtà raramente è uguale alle favole.