"I PROMESSI SPOSI - POEMA IN VERNACOLO COMASCO DAL ROMANZO DI A. MANZONI" 

di Piero Collina. 

Como, per i tipi A. Noseda - 1966.

PRIMA EDIZIONE


Copia in tiratura numerata limitata (n°164 su 500) firmata dall'autore Collina, e con sua dedica autografa all'occhiello. Con 38 tavole fuori testo di Maraja. Copertina marrone con titoli in oro al piatto e al dorso.


Pagine: XXIV + 332 + tavole

Dimensioni: 31 x 24 cm


Condizioni: interno in ottime condizioni, integro, saldo, con tutte le tavole presenti, molto pulito (solo qualche leggera macchia su 4-5 pagine). Copertina con qualche segno di usura e macchia, sopratutto sul retro.


GLI AUTORI:

PIERO COLLINA (Como 1910 - Como 1983) Poeta in vernacolo comasco, la cui fama è legata, oltre che alla fondazione della Famiglia Comasca, un’associazione culturale che promuove la conoscenza della storia, dei costumi, dell’arte e di tutti gli aspetti della cultura e della vita sociale comasca, proprio a questo poema ispirato ai Promessi Sposi. Questa sua versione dialettale trasforma il capolavoro manzoniano in una narrazione in versi che attualizza la vicenda, pur mantenendo la massima fedeltà al testo originale, perché la storia che si svolge nel '600 avrebbe potuto svolgersi nell'800, storia del passato ma anche di un presente che si racchiude nel senso della vita. Le scene, quasi teatrali, ne favoriscono la revisione, che non è parodia ma la ricostruzione di un mondo simile in cui proiettare le proprie osservazioni.


LIBICO MARAJA (Bellinzona 1912 - Montorfano 1983) fu un pittore, disegnatore, illustratore, cartellonista e scenografo di nazionalità svizzera. Nel 1941 venne ingaggiato come scenografo e disegnatore nel cast de "La Rosa di Bagdad", il primo lungometraggio animato a colori italiano, e si trasferì in Italia. Trapiantato per sempre in Italia, divenne principalmente illustratore di favole e negli anni Cinquanta e Sessanta raggiunse la celebrità con il suo stile inconfondibile. Estremamente prolifico nella produzione, le sue illustrazioni oggi sono parte dell’immaginario collettivo di migliaia e migliaia “ex-bambini"