il tempo corre piano Libro luceri enrico italiano Mondadori brossura copertina flessibile morbida paperback il giallo prima edizione nuovo xxe 936 1 08/07/24 9771120508363

Enrico Luceri, “Il tempo corre piano”, Il Giallo Mondadori n. 3231, settembre 2023

 
Lucia Satriano perde l’ultima speranza di portare a termine una gravidanza tanto attesa. La sofferenza diventa un trauma che la perseguiterà per il resto della vita.
2017. Ormai anziana, Lucia è condannata da una malattia inesorabile a perdere gradualmente ogni contatto con la realtà.
Un giorno, viene trovata morta nella sua casa silenziosa e ordinata: una pistola, una diagnosi, nessuna traccia della presenza di altri.
Conclusione: Lucia si è suicidata.
Un foglietto strappato, una pietanza preparata con cura, un vestito indossato con eleganza: bastano pochi indizi al commissario Buonocore per sospettare che sia stato commesso un omicidio.
Secondo alcuni testimoni, la vittima era una donna rigorosa e intransigente. Se avesse scoperto un crimine, avrebbe denunciato chi lo aveva commesso. Un movente valido per uccidere anche una donna malata, per impedirle di parlare e svelare un segreto.
Forse la signora di via della Ninfa è stata uccisa perché sapeva troppo, insinua qualcuno.
O forse perché sapeva troppo poco, sostiene il commissario Buonocore.

Ma lasciamo la parola all’autore, Enrico Luceri:


Buonocore è un poliziotto di mezza età, convinto sostenitore di un’indagine canonica, basata sull’esperienza, l’intuito, i dettagli oltre che attento alla psicologia dei personaggi. Solitario ma non misantropo, ironico ma non sarcastico, ama Napoli e il mare, detesta viaggi e vacanze, perché la sua famiglia è composta dai collaboratori della Mobile: il sovrintendente Macchia, sornione e affezionato al suo capo fino alla devozione, e l’ispettore capo Angela Garzya, tenace ed esperta nelle tecnologie investigative più moderne.
Buonocore è un osservatore e ascoltatore attento, soprattutto quando sembra distratto, che trova in una frase interrotta, o in una parola sfuggita, in un gesto impulsivo o un’espressione sofferta in un volto impassibile l’incentivo a un’intuizione che si rivelerà esatta. E alla fine del romanzo, questi elementi  che sembrano trascurabili lo conducono alla verità. Quella verità che lui ama immaginare come il filo di un aquilone sfuggito alla mano di un bambino. Pare destinato a scomparire nel cielo, per sempre. Invece il vento, o un gioco di correnti, lo trascinano qua e là, di nuovo davanti a chi sfuggì. Alla fine è afferrato di nuovo, con sicurezza. Vuol dire che gli indizi che galleggiavano distanti nella mente del commissario, sono stati finalmente interpretati correttamente, tutti insieme, e hanno svelato la soluzione dell’enigma.
Il primo caffè della mattinata in un bar vicino casa, la sigaretta fumata con calma soddisfazione, una passeggiata fino alla questura, la matita che scorre sul foglio, il filo dell’aquilone che finalmente è a portata di mano. Fra poco il commissario Buonocore svelerà il nome dell’assassino, grazie alla testimonianza determinante che gli altri hanno trascurato.

 

E all’interno, dello stesso autore, il racconto “Un gusto un po’ amaro di cose perdute”.