Prefazione alla 2.a edizione
Meno di due anni or sono nel pubblicare la prima edizione
avvertivo che quest'opera era falla per corrispondere ai bi-
sogni degli allievi della Cosmopolitan School. Alcuni colleghi
vollero adottare tuttavia questo Manuale nei loro corsi e ne
rimasero soddisfalli; da cio traggo motivo di compiacimento
nel vedere che le esigenze degli allievi miei sono anche quelle
dei frequentatori di altre scuole e che le mie opinioni trovano
consenzienti non pochi fra gli esperti dell' insegnamento.
Questa seconda edizione ha subite alcune modificazioni :
no reso piu succinta la teorica dei ditlonghi e ho semplificata
l'esposizione dei prefissi, alcuni ritocchi apportati qua e là
mi hanno permesso di ridurre lo svolgimento del Sistema a
sole quindici lezioni. Ma, come già avvertivo nella precedente
edizione, tale divisione è puramente ideale e l'insegnante
svolgerà la materia in quel numero di lezioni che reputerà
necessario secondo la particolare condizione dei propri corsi.
Non credo però inutile avvertire che alla Cosmopolitan School
nei corsi diurni, cosi detti celeri, della durata di un mese, la
materia viene appunto spiegata, con la relativa ripetizione, in
venticinque lezioni circa, mentre nei corsi serali il numero delle
lezioni aumenta più o meno di alcun poco.
Semplificare l'esposizione del sistema e ridurlo a così limi-
tato numero di lezioni non è opinione condivisa da tutti i col-
leghi; non e il caso qui di svolgere gli argomenti a favore
del metodo che tende ad alleggerire il Sistema e mi limito a
dichiarare che i risultati finora ottenuti in un lungo periodo
di anni d'insegnamento mi hanno sempre persuaso della ne-
cessità e della praticità della semplificazione. Alla Cosmopo-
litan School si tengono circa trenta corsi di teoria all' anno :
mentre nei corsi serali, per ragioni ovvie, si hanno delle di-
serzioni per quanto limitate, nei corsi diurni tali diserzioni non
si verificano quasi mai e normalmente si presentano all'esame
di conoscenza teorica del sistema il cento per cento degli
iserilli, che danno prove soddisfacentissime. La stenografia
Gabelsberger Noe, purché si voglia, è facile e può portare senza
gravi difficoltà agli scopi allini dell'arte stenografica.
Giova appena avvertire che l'unità del Sistema è stata anche
questa volta rigidamente osservata.
L'AUTORE
Milano, luglio 1912.
Prefazione alla 3a edizione
Nulla di variato in questa edizione se non qualche ritocco
nella disposizione della materia.
Gli esercizi sono stati notevolmente aumentali.
Milano, agosto 1916.
L'AUTORE.
Prefazione alla 6a edizione
Ho in via definitiva adottata la divisione del metodo di Ga-
belsberger in tre gradi, ciascuno dei quali può fare a sè; di
ogni grado sono stati pubblicati, o sono in corso di pubblica-
zione, i singoli volumi.
Questo. Manuale può, quindi, sem rare inutile, ma non es-
sendo in mia facoltà di far cambiare opinione ai molti colleghi
che ad esso sono affezionati, pur augurandomi per l'avvenire
del nostro Sistema che si riconosca da tutti la bontà della
divisione nei tre gradi, llcenzio per le stampe questa sesta
edizione che contiene i due primi gradi riuniti, e che in nulla
si differenzia dalle edizioni precedenti.
L'AUTORE.
Milano, settembre 1922.
Il sistema stenografico di Gabelsberger si basa sul suono
ad ogni suono semplice corrisponde un segno semplice. Per
questa ragione la c e la g aspre (cane - chiesa - gara
ghetto) vengono distinte con segni diversi da ce g dolci fee-
leste -
gelo), e la h viene omessa, non più necessaria dopo
la precedente distinzione. Si omette pure il segno di , che
viene sostituito dal segno di e aspro (cuello = quello). Inoltre
trovano posto nell' alfabeto stenografico gl - gh - se dolci
suoni speciali schiacciati, ed sp, ai quali corrispondono segni
semplici
I caratteri stenografici hanno quasi tutti la pendenza e le
proporzioni della scrittura ordinaria e non vengono chiaroscu-
rati; non vi è distinzione fra lettere maiuscole e minuscole.
Come si verifica nella scrittura ordinaria anche in quella
stenografica vi sono quattro righe, di cui una di base e le altre
ausiliari; queste ultime servono al principiante per tracciare i
segni nelle dovute proporzioni.
1. ausiliare
The annon
Prefazione alla 11a edizione
2. ausiliare
Base
3. ausiliare
L'esperienza dei miei colleghi - non più mia, perchè è ri-
saputo che io ormai seguo nell'insegnamento il metodo dei
tre gradi - ha consigliato di mantenere immutato il concetto
informativo del libro e la disposizione della materia. Per ne-
cessità puramente pratiche ho inseriti gli esercizii di lettura e
di trascrizione subito dopo ogni regola evitando così di riman.
gli esercizii finali di applicazione frammischiandoli con alcune
regole di secondaria importanza, per cui questo libro, per chi
segue il principio dell'insegnamento integrale, è appunto un
manuale completo del sistema di Gabelsberger e di Noe esposto
con le dovute proporzioni alla importanza di ogni regola.
L'AUTORE
of
Milano, settembre 1928.